L'aviazione ti rende ricco!

Ti rende ricco in modo differente.

L’aviazione ti fa uscire dalla comfort zone e ti espande a milioni di orizzonti diversi.

L’aviazione è quel luogo dove impari a socializzare ed essere gentile con gli sconosciuti.

In aereo puoi provare la sensazione di sentirti completamente a tuo agio nonostante tu sia lontano dei chilometri da terra, in un tubo pressurizzato, viaggiando di media sui 900 chilometri orari con temperature esterne che si aggirano intorno a – 50 gradi. Hai conosciuto il tuo equipaggio il giorno stesso e trasporti centinaia di persone, rendendo piacevole questa situazione apparentemente assurda -se ci si riflette, offrendo un caldo caffè e un sorriso.

L’aviazione rende me fottutamente ricca!

Con quel sorriso mi rincuoro io che, quando chiudo il portellone e levo il cappello, sento un senso di soddisfazione; che quando sento la terra allontanarsi da me e schizzo in cielo insieme a tutte le mie cellule provo solo un senso di coraggio e beatitudine.

Ed eccomi in certi momenti, quando tutto nella vita all’improvviso pare scivolarmi via dalle mani e sprofondo nel mio quotidiano, per caso- per puro caso- trovo una foto di me qualche anno fa e vengo travolta da una valanga di ricordi come se avessi fatto l’attrice ed avessi interpretato mille film.

E capisco di essere sempre più ricca.

Non parlo di soldi.

Parlo.. del suolo che ho calpestato in terre lontane.

Parlo dei bagni di mezzanotte alle Maldive con le stelle che spingevano tra di loro per farsi notare in mezzo alla vastità della via Lattea.

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Degli alberghi incantevoli, dove inaspettatamente mi sono sempre trovata a mio agio e dove il sonno solitario era una benedizione.

Degli odori dell’Africa di bruciato e delle albe viste nella vastità disarmante di quei luoghi senza confini.

Parlo delle quattro tratte giornaliere dove semplicemente mi sento felice a mescolarmi anche io nella routine del traffico nazionale.

Parlo di Ginevra, Francoforte, Parigi (…) e tutti i ponti d’Europa attraversati con una persona che ho amato tanto, con la gioia immensa ogni volta di partire, buttare la valigia nel cargo, girovagare in lungo e in largo senza sapere bene dove saremmo finiti il giorno dopo, scoprire il mondo diverso della general aviation.

SASKATOON,SK--JANUARY 04/2015--The moon sets behind people crossing the river on 33rd Street pedestrian/train bridge, Wednesday, February 04, 2015.(GREG PENDER/STAR PHOENIX)

Parlo di quando ho imparato a bastare a me stessa e mettevo in valigia lo smalto rosso, Chanel N. 5 e il CD di Lana Del Rey – e se avessi avuto anche dei soldi da tirare al vento mi sarei pure presa una bella 911 cabrio.

Parlo di quei visi che sono diventati prima simpatici, poi interessanti, poi amici, poi persone a cui tengo tantissimo e si diramano ovunque sparsi per tante città, persone con le quali ho condiviso case, gioie, voli interminabili, soste meravigliose, giri in treno per l’Italia, posizionamenti con compagnie aeree improbabili.

Parlo della consapevolezza della parola flessibile.

Parlo delle maledette sveglie delle 4 che poi si rivelano le migliori perché hai il privilegio di goderti il sorgere del sole.

Pensi che sia finita qui?

No! Assolutamente no!

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Se non mi fossi letteralmente innamorata degli aeroplani quasi dieci anni fa, io non sarei mai diventata questo. Sarei rimasta come un tronco senza rami.

Non che la vita tranquilla in una cittadina faccia proprio schifo, io spesso stimo le persone che sono felici di vivere in un luogo che sentono come casa. Però ho trent’anni e ancora – come si dice- mentre gli altri si sposano e fanno figli, io mi attacco ancora i bollini delle mele sulla fronte.

Nessun uomo e nessuna circostanza al momento mi hanno tirato abbastanza forte prendendomi per le braccia strillandomi “ora scendi e vivi un altro sogno”.

Chi ci ha provato è rimasto deluso da me.

Dicevo un tronco senza rami.

Invece con l’aviazione ho iniziato a crescere, ad espandermi e diventare flessibile, sempre mirando più in alto.

Come una pianta, come un fulmine, come un grande disegno cosmico, come le nostre vene. Questa è la mia ricchezza.

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Non so ora molto bene cosa accadrà nel mio futuro, o tra un anno, o tra dieci.

Quello che mi sono resa conto di amare è il mio presente.

Ci sono, lo possiedo tra le mie mani e lo sfrutto più che posso.

Colgo sempre l’occasione. Per questo in valigia ho sempre un cambio per le soste inaspettate (che accadono, e quando accadono sono sempre un imprevisto che se si prende col giusto spirito si rivelano essere delle mini vacanze).

E questo cambio lo porto virtualmente anche nella vita fuori dall’aereo.

Che non puoi mai dire certamente che le cose vadano esattamente come ce le immaginiamo.

Se noi ci ficcassimo bene questo in testa e se i passeggeri lo ricordassero mentre viaggiano sicuramente il mondo sarebbe un posto migliore!

Impariamo ad estenderci, diramarci,  diventare flessibili,  espanderci, il nostro presente diventerà subito un luogo incantato e pieno di opportunità.

Questo mi ha insegnato l’aviazione.

Questo mi ha reso ricca.

Io, la mia valigia, la piacevole compagnia del rombo dei motori, l’odore del cherosene che stride contro le nuvole che formano disegni romantici, i sorrisi agli sconosciuti.

Fino adesso mi hanno portata molto lontano e fatta sempre tornare con la voglia di ripartire.

E a te, l’aviazione ha reso ricco?

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

5 Comments
  1. Eccellente articolo. Ho 70 anni e per il mio compleanno mi sono regalata una vacanza/ ritorno in una città dove ho vissuto e dove sono ritornata quante volte?????????? New York. Ho sempre detto a me stessa ” a porte chiuse ritrovo la mia libertà ” Ancor oggi non posso non alzare gli occhi al cielo dal giardino di casa. Cercando di vedere il disegno sulla coda di un aereo in arrivo, immaginando la vita di tanti. Sono stata felice e mai ma proprio mai ho rimpianto la scelta di portare la divisa. Anche le lunghe notti in volo mi hanno regalato sensazioni speciali, aurore boreali, chiacchiere con passeggeri insonni, confidenze con i colleghi ,risate e vite condivise.
    Gli anni stanno passando veloci, ci ritroviamo ogni anno per una colazione a Fregene. Siamo cambiate , qualche ruga in più , più povere di futuro ma ricche sempre più ricche di ricordi di una vita vissuta in pienezza e senza rimpianti.
    Invito tutte le colleghe in attività di fare un “pieno ” di ricordi, quelli che vi aiuteranno a vivere gli anni del ..dopo in serenità consapevoli di avere avuto tanto e poter concludere dicendo ” I did it my way”

  2. per la seconda volta sono qui a leggere… sospiro …. il gomito sul tavolino e le dita che accarezzano la mia barba dalla mascella al mento, mentre lo sguardo guarda verso l’infinito.

    seduto sempre allo stesso tavolino dello stesso mcdonalds in un posto dimenticato dal collettivo comune, guardo il cielo attraverso il vetro della finestra… non ci sono parole per descrivere come il testo di questo post mi tenga compagnia e come ogni parola si intrecci alla trama dei miei sogni.

    esprimo la mia gratitudine.

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