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Un’inviata speciale alle selezioni Emirates! – seconda parte –

Mi sveglio dopo 9 ore filate di sonno arrotolata come un involtino croccante nella coperta bianca. Fuori dalla porta della mia camera sento già un grande via vai di valigie e signore delle pulizie che, in una danza caotica, si rimescolano nelle stanze lasciate vuote da chi si è riposato in un letto che con ogni probabilità non rivedrà mai più nella sua vita.

Sono le 7 e mezza e io sono l’inviata speciale alle selezioni Emirates, a dire il vero però in questo momento sembro di più la gattara dei Simpson.

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Del resto nemmeno una notte di sonno in hotel può servirmi a ristorarmi completamente dalla prima giornata di selezione appena trascorsa.

Meglio darmi una sistemata.

Quando esco, mi fiondo alla fermata della navetta per tornare all’hotel Sheraton di Malpensa. Ieri ho speso uno stipendio intero lordo per pagare il parcheggio in aeroporto, oggi invece ho lasciato l’auto in campagna e mi arrangio con i mezzi.

Raggiungo il secondo piano dell’imponente struttura e noto che la scrematura di ieri ha spazzato via la metà dei prodigiosi concorrenti come un uragano che anziché lasciare macerie alle sue spalle, ha lasciato dopo il suo passaggio alcune ragazze del giorno prima e qualche fortunato maschietto. Trovo ancora gente con scarpe open toe e capelli sciolti nonostante le raccomandazioni di donna bionda di venire in business attire.

Italia coraggiosa.

Donna bionda anche oggi ci accoglie aprendoci le porte del paradiso proclamando che sarà una lunga giornata e che affronteremo diverse prove.

Quando ci accomodiamo posso finalmente avere idea di quante persone ieri ha fatto realmente fuori: la metà.

Dopo dieci minuti di monologo, donna bionda ci informa che saremo divisi in due gruppi per affrontare le prove di gruppo e io vengo assegnata al gregge numero due.

Pertanto ci mostra l’uscita invitandoci a tornare alle 11 e mezza.

Io e il gregge numero due usciamo dalla porta.

Dalle nove alle undici e mezza svolgiamo le seguenti attività:

  • giratura di pollici
  • sospiri
  • percorrimento del corridoio avanti e indietro

Mentre io cerco di capire se in mezzo al mio gregge si nasconde un volatile come me, vedo ogni tanto uscire dalla porta un povero eliminato dai giochi.

E’ una carneficina.

Mi prende l’ansia.

Perché che ci vuoi fare, sono un’essere umano molto semplice io, in realtà.

Sono cresciuta in campagna a correre dietro alle galline e mangiare i pomodori nell’orto, nemmeno sapevo cosa fosse il mondo.

Poi un giorno ho iniziato a guardare il cielo e mi sono persa in sogni fatti di galassie, anni luce, pulsar e quasar.

Infine ho mediato decidendo di stare a 38.000 piedi di quota per non farmi mancare nulla.

Donna bionda spalanca la porta e io vengo proiettata di nuovo nella realtà.

Avanti, candidati!

Io e le altre pecorelle smarrite rientriamo nella stanza dove troviamo due cerchi formati da sedie che dovremo riempire con i nostri corpicini speranzosi e una puzza di chiuso mista a odore di terrore mi entra nelle narici sino ad assuefarmi.

Lei esordisce dicendo che questa è la parte più divertente delle selezioni.

E io me la faccio sotto.

Diamo via ai giochi.

IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE PROVE DI GRUPPO EMIRATES

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La prima prova consiste nel ricevere -a coppie- una cartolina rappresentante un oggetto. Può essere un oggetto qualsiasi e tu e il tuo compagno di giochi in 15 minuti dovete trovare due usi alternativi per questo oggetto per poi esporne uno a testa felicemente in piedi davanti a tutto il gruppo che, anche se non glie ne fregherà una beata fava, si fingerà interessatissimo alle minchiate che stai sparando pur di rendersi simpatico a donna bionda.

Le minchiate si sparano in inglese.

Finalmente mi arriva in mano la cartolina.

Ho vinto una tazza.

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 Nemmeno a dirlo la prima cosa che mi viene in mente è questa:

“Il caffè sistema tutto!

Hai sonno? Caffè!

Hai freddo? Caffè!

Sei senza energie? caffè!

Qualcuno ti fa arrabbiare? Tiragli la tazza in testa!”

Penso che se dicessi questo donna bionda mi escluderebbe dal processo selettivo.

Stamattina proprio il mio cervello non ne vuole sapere. Ed ecco che tocca subito a me.

Mi alzo in piedi e sorrido. Il sorriso finto mi viene bene, ma così meravigliosamente bene che vorrei far cambiare la frase BIG SMILE MANDATORY scritta ovunque nella sezione careers del sito Emirates con BIG FAKE SMILE.

Sono pronta a sparare un fiume di cavolate.

“Ciao a tutti! Mi chiamo Giulietta!

Spesso nelle nostre case abbiamo una marea di tazze che non utilizziamo!”

SMILE

Oggi ho pensato di proporvi di prendere tutte le tazze che non utilizzate, decorarle come più vi piace, riempirle di terra e…”

BIG SMILE

“…piantarci dei semi! Per far fiorire dei bellissimi fiori da mettere sulla vostra finestra!”

BIG FAKE SMILE

Mi risiedo fiera di me, nemmeno avessi tenuto due ore di conferenza stampa senza far inchiodare un pc che monta ancora windows 98.

Dopo aver sentito gli altri lampi di genio, donna bionda scrive su un foglio che sembra quello della lotteria dei paeselli dove il primo premio è il cesto con il cotechino, le lenticchie e un prosecco scadente.

Andiamo avanti con la seconda prova. Questa volta, siamo divisi in gruppi da quattro e il circle time sta per essere animato da cartoline che rappresentano delle città.

Obiettivo finale è trovare tre cose interessanti da fare in quella città ed esporle in seguito al resto dell’interessatissimo gruppo.

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Cape Town.

“Ma io non ci sono mai stata!” esclamo al resto del gruppo.

Meno male un’altra ragazza l’ha visitata.

La terza esordisce dicendo che Città del Capo si trova in sud Africa.

E’ un inizio.

Dopo dieci minuti ce ne saltiamo fuori facendo una strampalata quanto divertente presentazione a base di mare e pinguini, che ha tutta l’aria di una supercazzola.

Del resto, se mi fanno sempre fare i voli a Lamezia Terme o a Bari con 25 minuti di turnaround, io non è che posso conoscere tutte le attrazioni di tutte le città del mondo.

Finito il giro del mondo in cartolina, donna bionda riempie ancora la tabella.

Poi ci invita a alzarci e a guardarla mentre la appoggia su un tavolo, quasi volesse scaricarsi le colpe, per vedere chi ha vinto il cotechino e chi invece ha ricevuto il biglietto MI SPIACE NON HAI VINTO.

Io sono nel gruppo dei cotechini.

Torniamo a sederci ancora e questa volta formiamo un solo gruppo.

Ci viene assegnato il classico giochino da prova di gruppo:

Siamo dei receptionist di un hotel prestigioso che oggi è in overbooking con sette stanze rimaste disponibili e ovviamente 14 prenotazioni le quali sono state fatte da personaggi atipici quali il padrone della catena alberghiera, una mamma con sette figli, Ronald McDonald, un blogger di un sito sul turismo, un rettiliano, Beppe Severgnini e altra gente che se davvero la vedessi tutta insieme nella realtà giurerei di vivere in the Truman Show.

Il dibattito dura una ventina di minuti e io faccio tutto quello che consiglio sempre a chi mi scrive le e-mail che per oggetto hanno “voglio diventare assistente di volo!”: mi comporto da leader naturale.

Non ho ancora capito cosa significhi esattamente ma pare funzioni.

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Mentre giochiamo a hotel, uno alla volta ci alziamo e andiamo da donna bionda che ci fa il fantastico reach test!

Quando tocca a me, tolgo le scarpe e, mettendomi a fianco del muro, vado a toccare il segno che indica i 212 centimetri. Sono in punta di piedi ma giurerei che con un pochino di yoga raggiungerei anche i 213.

Donna bionda mi chiede se ho da dichiarare tatuaggi visibili, cicatrici o altre cose strane che potrebbero infastidire l’immagine impeccabile dell’assistente di volo dei cieli arabi. NOTHING TO DECLARE. Torno a sedermi per capire a che punto siamo con l’assegnazione delle camere.

Eppure mi domando ancora se quando si trattano questi argomenti si parli di discriminazione o no. Il dibattito è aperto!

Desigual promuove una modella con vitiliggine. E io stimo molto questa faccenda.
l’azienda Desigual promuove una modella con vitiliggine e questa cosa mi piace molto.

Una volta finito, un ragazzo con un accento inglese perfetto espone i vincitori delle camere e le nostre motivazioni a donna bionda. Lui nel gruppo ha fatto il leader tutto il tempo ma con una certa aggressività.

Mandato via dopo cinque minuti.

Insieme a lui esce anche la ragazza che non ha mai aperto bocca e quella che è stata esclusa per ingiustizie della vita.

Inizio a capire come funziona. E sono esausta.

Finite le prove di gruppo, usciamo stravolti e andiamo a prenderci la nostra meritata ora d’aria.

Mi sono scordata che oggi è domenica.

Mi sento molto sola mentre cerco di farmi andare giù un semplice panino e nel frattempo immagino i molti che si staranno godendo questa giornata di festa.

Del resto.

Volare significa rinunciare spesso a queste piccole meraviglie della vita.

Finito il banchetto, torno al secondo piano dove da questa mattina si sta svolgendo l’assessment day di Emirates.

Donna bionda, che inizia a dare i primi segni di stanchezza, ci annuncia che stiamo per affrontare il test di inglese.

Come se fino a quel momento avessimo parlato in svedese.

Questa volta il test che ci viene proposto è un test scritto, comprende una parte di grammatica e una di comprensione.

Il test è ben strutturato, molto meglio di altri svolti in altre compagnie aeree e il livello è indicativamente un B2.

La parte della comprensione mi appassiona perché si tratta del racconto di una ragazza che perde il lavoro, il fidanzato la lascia e dopo aver toccato il fondo, recupera energie e si fa un mazzo gigantesco per tornare a riprendersi tutto ciò che si merita, cioè una vita meravigliosa.

Direi che il test di comprensione lo comprendo alla grande, dato che sembra la storia della mia vita degli ultimi tre anni.

Consegno e come si faceva all’università, esco dall’aula per andare a confrontarmi con gli altri sopravvissuti che però parlano di una storia sui cuccioli di delfino.

Meno male io non ho ricevuto quel test, perché di solito di cuccioli di delfino non ne parlo molto in giro.

Si sono fatte quasi le sei e finalmente veniamo richiamati per i risultati, che sono stati appesi al muro come ieri.

Fatico a trovare il mio numero in mezzo a quella calca di gente, ma poi lo vedo laggiù in un angolino.

Sono passata!

Mi sento leggera, appagata e credo in me stessa un pochino di più rispetto a ieri mattina quando sono entrata per la prima volta in quella stanza.

Siamo rimasti circa quaranta persone, e ora veniamo dotati di altro materiale informativo che dovremo riconsegnare in parte ora e in parte all’intervista finale.

Donna bionda ci consegna anche una specie di check-list inerente alla documentazione da consegnare il giorno dell’intervista.

Ve l’ho scansionata anche questa volta e potete curiosare qua sotto.

Documentation Checklist 1

Documentation Checklist 2

Documentation Checklist 3

Documentation Checklist 4

Successivamente ci informa che nei prossimi giorni si svolgeranno le interviste finali ma che non ci sarà posto per tutti, pertanto alcuni verranno slittati il prossimo mese.

“E come facciamo a decidere chi partecipa nei prossimi giorni?” domanda giustamente un ragazzo dalla seconda fila.

“Vi ho messo sul tavolo laggiù un foglio con le date e gli orari dove potete segnarvi per le prossime giornate” risponde donna bionda, e mentre sta ancora finendo la frase, tutti si alzano all’improvviso come un branco di mufloni impazziti e corrono a segnarsi sul foglio.

La scena è alquanto imbarazzante. Fino a due minuti prima erano tutti carini e coccolosi, ora che hanno passato le prove e hanno in tasca la final interview si stanno scannando per avere l’appuntamento quanto prima.

Io me ne sto seduta a gustarmi la scena teatrale insieme ad un’altra decina di persone che sanno cosa significhi KEEP CALM.

 Alla fine, alzo la mano quando viene proposto l’appuntamento a Roma Fiumicino per il mese prossimo. Penso che mi farà bene tornare a casa, ricaricare le energie e cambiare aria per affrontare l’ultima saga del capitolo.

Quando esco dall’hotel mi incammino verso la navetta e una volta raggiunta la mia auto, tolgo le scarpe col tacco e infilo i miei stivalacci. Sciolgo i capelli, allento la camicetta e mi avvio in una guida silenziosa e solitaria verso casa tenendo in sospeso ancora per qualche giorno questa situazione surreale.

Tenendo in sospeso ancora per qualche giorno la mia vita intera.

“Saper mantenere viva l’attesa.

Bisogna darle continuamente nuovi stimoli; il molto lasci sperare il più, e la più grande impresa ne faccia auspicar di maggiori.

Non si deve gettar la carta più grossa alla prima mano:

è abilità grande il sapersi dosare nelle forze e nel sapere, e l’andar sempre accrescendosi e migliorando.”

Baltasar Gracián y Morales

A presto per il terzo round della saga!

maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

8 Comments
  1. Trovo molto utile (e anche divertente) ciò che scrivi nei tuoi articoli. Sono prossima ad un open day e per me sarà la quarta volta che ci provo. Non capisco mai dove sbaglio anche perché non riesco nemmeno a superare la fase dell’open day. Non ho mai avuto accesso agli AD quindi non so nemmeno (relativamente) come vanno certe cose. Ma grazie a te, ora so come muovermi, cosa fare e cosa non fare. Grazie ancora per aver scelto di condividere le tue esperienze con noi, sono certa che con i tuoi articoli stai aiutando un sacco di persone. Grazie mille, continua così :*

  2. I miei più vivi complimenti per i tuoi articoli, mi ci ritrovo molto in questa esperienza, che in passato ho affrontato e a breve rivivrò.
    Il tuo stile è simpatico, efficace, coinvolgente!
    Ti auguro con tutto il cuore di farcela!
    E grazie per i meravigliosi consigli che si carpiscono tra le tue righe così ben scritte!

  3. Ciao! Stavo pensando di provare a mandare il curriculum a questi simpaticoni.

    Una sola domanda, c’è qualche limite di peso? io sono abbastanza in carne e ho paura di essere scartata per il mio scarso sex appeal.

    Grazie mille per questi articoli utilissimi!

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