I racconti di Francesco: la serenità della domenica

La cucina di casa, il divano del salone, la camera da letto nelle notti in cui il sonno tarda ad arrivare e si innesca quel formidabile avvicendamento fra noia e creatività: sono tutti luoghi in cui ho scritto per Ma di terra o di volo. Stavolta mi trovo invece in un posto quanto mai accordato all’anima portante del blog. Sono infatti in aereo, seduto al posto 23C (niente finestrino stavolta, ma se non altro il gomito destro è libero di scorrere a piacimento). A circa 29.000 piedi di quota, novemila metri a occhio e croce, zampetto fra un tasto e l’altro per dare forma a questo pezzo. E, ad ulteriore conferma della grande armonia tra tema e luoghi, aggiungo che ho iniziato a scrivere durante l’attesa in aeroporto e che l’ispirazione per l’articolo mi è venuta alla fermata del bus che conduce dalla città allo scalo. Insomma, tutte location perfettamente intonate con i topic di queste pagine web.

remote-work-airport

Solo pochi minuti di attesa e giunge il pullman di colore argento con grandi aerei variopinti stilizzati sulla fiancata. Si solleva il pannello laterale che dà accesso al vano bagagli e…i trolley stivati sono pochissimi, non arrivano neppure a dieci, sono così pochi che risultano sparpagliati nel grande bagagliaio, l’uno lontano dall’altro. Niente a che vedere con le cataste di valigie che sovente appaiono all’apertura del portello. Un attimo di sorpresa e poi realizzo: è domenica mattina.

L'aeroporto abbandonato di Hellenikon in Grecia
L’aeroporto abbandonato di Hellenikon in Grecia

Gli aeroporti della domenica mattina offrono uno spettacolo impossibile a ravvisarsi negli altri giorni della settimana, che non si ritrova neppure al pomeriggio della stessa domenica. Sono semivuoti, caratterizzati da pochi passeggeri ai controlli di sicurezza, in giro per le sale o seduti in attesa di partire. Ed è dunque possibile osservare l’aeroporto in una veste differente, con pochi clienti ai bar, niente code alle casse, le commesse dei negozi che chiacchierano fra loro, il personale di terra meno frenetico. Anche il rumore di sottofondo è attutito, privo del perenne chiacchiericcio dei giorni feriali. Sono questi i momenti in cui si scopre più in dettaglio la molteplicità delle offerte commerciali, la varietà gastronomica, la gamma dei servizi. In queste condizioni l’aeroporto appare più amichevole, più vicino a sé stessi proprio perché meno frammentato tra le migliaia e migliaia di persone che in genere vi transitano quotidianamente. C’è, insomma, un’atmosfera più rilassata, e si prova una sensazione intensamente piacevole a sentirsi padroni, più o meno incontrastati nella propria immaginazione, di un luogo così grande, così tecnologicamente avanzato, così magico nel suo compito di accordare la concretezza della terra all’incanto del cielo.

Relax

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