La strada dei sogni di Francesca

Due giorni fa, incasinata e incastrata in un periodo della vita che mi va molto stretto, mi ha scritto una e-mail Francesca. 

E’ un racconto fresco e “scomodo” come solo una penna di adolescente può fare, tuttavia una scrittura matura e determinata piena di desiderio scaturito da quella frase “e io che cavolo ci faccio qua” che conosco molto bene: non ho potuto che amarlo io, lo scritto di Francesca, perchè a scuola ero una ribelle e odiavo tutto -dai muri alla gente che mi circondava-. Beh oggi sono cambiata, ma è stato solo grazie a quella voglia di fuga se  ho segnato la mia vita con momenti epici e fallimenti atroci. Ah sì, io rifarei tutto. 

In bocca al lupo Francesca!

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Seduta sull’autubus delle 7:42 che mi porta a scuola, mi immergo nei miei pensieri. Sono solo 10 minuti di tragitto, ma mi bastano per capire che il mio posto non è questo. Che cavolo, due anni fa ho scelto di fare il liceo scientifico e solo adesso scopro che il mio sogno è un altro. Voglio volare.

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Prima di tutto mi presento: sono Francesca, ho 15 anni e trascorsi i 10 minuti scendo dall’autobus, il fottuto 230. Mi muovo verso quel cancello che mi sembra una prigione, saluto i miei compagni, vado in classe e mi siedo al mio banco. Entra la prof e inizia a spiegare. E io risprofondo nei miei pensieri. Allora, perché sono così ossessionata dal volo? Mi vengono in mente una serie di motivi:

1. Mio cugino è pilota (sarà un vizio di famiglia?)
2. Ho fatto il mio primo volo a 3 mesi (Milano-Olbia, ho pianto tutti i 50 minuti)

NO

La risposta è un’altra. Perché io appena sento il rombo di un motore mi emoziono. Perché ogni volta che sento il rumore di un aereo alzo la testa al cielo, e al diavolo se sto giocando a tennis e per questa distrazione mi arriva una pallinata in faccia (si, mi è capitato anche questo).
Dai prendetemi in giro.
Non sono una di quelle ragazze tutte “unghie finte, unicorni e concerti degli uandirecscion”. Sono una di quelle con i piedi per terra e la testa fra le nubi, una a cui piace sognare ma allo stesso tempo va su Wikipedia a vedere le caratteristiche degli aerei, al posto di fare gli esercizi di inglese. Non fraintendetemi. Ho la media del 9 a scuola, ma questa prof proprio no, non mi va giù. Insomma non ha mai spiegato una pagina in vita sua e si mette a guardare il cellulare in classe, dai!
Eppure oggi non so perché ha deciso di correggere i compiti. E chi chiama per prima? Ovviamente me, perchè le sto molto antipatica (non chiedetemi il perchè, non lo so nemmeno io). Ok sangue freddo. Attua il “problem solving”, mi sento un’assistente di volo. Mentre le dici di aspettare, prendi un foglio (ovviamente bianco), contemporaneamente leggi la domanda e guardando fisso il suddetto foglio inventi la risposta. -Va bene, brava- sento rispondermi. Andata. Anche oggi ho gestitola mia piccola emergenza.
Driiiin! suona la campanella. Raggiungo le mie amiche. E le sento parlare di viaggi -Sai io sono andata a Bangkok, l’anno scorso-
Devo intervenire.
-Anche io sono andata a Bangkok, quando avevo 10 anni-
Non scherzo.
-wow, così piccola?-
-Si, ho avuto questa fortuna- in verità ho fatto tutto un giro dell’estremo oriente, Cina, Indonesia, Singapore, ma non me la voglio tirare, giungo al sodo: -che aereo hai preso?- Le chiedo.
-Non lo so-.
La mia faccia sbianca. Ma come non lo sai? Cioè, per te un Cessna 150 e un Boeing 747 sono la stessa cosa? Cerco di farla ricordare
-la compagnia?- -boh, i biglietti li hanno comprati i miei-
-quanti piani aveva l’aereo?- -era buio Fra, mica vedevo!-

Ok. Cioè ok un bel niente, però vabbè, sennò sembro una pazza. La campanella risuona. Tutti ai propri banchi, si ritorna a lezione. E mentre la prof spiega un qualcosa riguardo una strana guerra che hanno combattuto i romani, io ricordo quel video visto su you tube. Faceva vedere un atterraggio di un Airbus A380 a San Francisco dal cockpit, compresa tutta la fase di “approaching” con le varie procedure che fanno i piloti: Il paradiso! Non so cosa darei per essere dentro a quella cabina di pilotaggio, anche solo a guardare, non dico di pilotare quel bestione, ma è il mio sogno!

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Eppure sono qui, circondata da altre 26 persone in un’aula troppo piccina per contenere tutti i miei sogni da pilota/assistente di volo. Ormai la mia strada è segnata: finire il liceo e poi una bella laurea. In ingegneria però, magari aeronautica o navale.
Magari le cose cambieranno e riuscirò a diventare una bella hostess o una pilota provetta. Chissà. Quello che mi piace della vita è che non è tutto scritto, un giorno pensi che farai una cosa e poi farai tutt’altro. Vedremo. Fra circa cinque anni vi dirò come è andata a finire.

Anche perché IO senza aerei non posso vivere.

Proprio io che voglio lavorarci a bordo.
Proprio io che ho scelto il liceo scientifico (ma ogni volta che ho davanti a me una versione di latino me ne pento).
Proprio io che mi sento soffocare, in quell’aula piena di gente.
Proprio io, che la parte più bella di una vacanza è il viaggio aereo.
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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

11 Comments
  1. Che bello sapere che c’è qualcun altro che appena sente il rombo di un aereo alza la testa e scruta il cielo. Non aspetto altro che finire il liceo e mettermi la divisa per poter volare , volare e volare ✈️✈️✈️

  2. Wow! Francesca, è impressionante, è sembrato di leggere ciò che avrei potuto scrivere io un paio di anni fa! Adesso di anni ne ho 18 e frequento l’ultimo anno di liceo. Credevo di essere l’unico, già a 14-15 anni, a farsi di questi film mentali riguardo una carriera in volo, seduto in 0A o 0B, o come F/A. Tantissime volte mi è stato detto da amici o genitori di rilassarmi, di trovarmi un altro hobby, quantomeno perchè ero ancora relativamente troppo giovane per sapere davvero -e desiderare così ardentemente- di intraprendere una specifica carriera, quando la maggior parte delle persone, spesso anche dopo la maturità, non sanno ancora cosa voler fare della propria vita. Adesso, 3 anni sono passati, a luglio mi diplomo, e il mio sogno di pilotare è ancora più che mai vivo. (Long haul, short haul, pacchio o assegni in bianco e di notte… non mi importa nulla, l’importante è volare!!!!!) Anche io sono però ingabbiano nel ‘sistema dell’università’ (e poi… perchè ingegneria aeronautica in italia dev’essere solo un biennio specialistico e praticamente ovunque xeve esistere anche come bachelor, o master degree?? Perchè dobbiamo essere esclusi e rimanere indietro a causa di quell’ultimo anno in più??.. sto divagando), andrò in ingegneria aeronautica o spaziale.
    Anche io sono uno studente pendolare, la mattina, col tempo bello o col tempo brutto, sole splendente o nebbia sospesa per aria, sento IL rombo, rivolgo lo sguardo al cielo, e mi dico ‘cazzo, mi alzo tutti i giorni alle 7, 5 ore di scuola, e domani la stessa cosa. Lì su ci sono dei fortunati, senza routine, che non hanno mai due giornate uguali. Che fanno davvero quello che gli piace fare. (‘It’s such a pleasant feeling to do what you love, for a living.’ Una cara amica mi disse). E poi mi perdo in film mentali enormi… le parole ‘airline cadetship scheme’… atpl 1500hrs internship… eurpean citizens mentored plans… per poi scoprire che la cittadinanza europea non vale un cazz…. niente… quella italiana meno di niente.. se non parli tedesco la germania elite dell’aviazione non ti guarda neanche in faccia… asia, australia, sudafrica, solo per asiatici australiank e sudafricanim per noi niente. E poi c’è il medio eriente… tipo qatar airways (tipo schiavo delle piramidi che si paga in anticipo il salario dei primi 8 anni di lavoro…)allora, inizano a dominare la mia cronologia di navigazione… ora dopo ora, pomeriggio dopo pomeriggio, settimana dopo settimana…
    Quando volo mi sento libero, quando il pomeriggio studio e sento quel rumore, apro la finestra del balcone, flightradar24 e mi perdo mentalmente…. quando parlo di voli e viaggi con i miei amici e alla domanda ‘su cosa hai volato?’ ‘La risposta è qualcosa tipo ‘un aereo grossl e bianco..’ anche io mi sento un po’ ‘mha……..’
    Forse questo mio commento è un po’ privo di senso, ma wowww, Francesca, come ho già detto mi sono immedesimato in ogni singolo pensiero o idea che hai espresso. Non mollare mai! In tantissimi piloti mi hanno detto ‘keep the dream alive!’, fa’ di tutto per avvicinarti al sogno. Io camera ho un hangar di 13 modelli (per cui la mamma mi odia quando arriva il momento do spolverarli :p), con un enorme a380 di Emirates che regna sovrano: ogni volta che rientro a casa e mi sento abbattutto dalle fatiche quotidiane, sento di voler volare, subito, adesso, ora, lo guardo, faccio girare le sue turbine. Mi sento meglio. Ho un radio scanner che ho preso in Australia (fucking Italian laws, qui è tutto illegale) e le domeniche mattina più rilassanti sono quelle trascorse all’aeroporto, binocolo, scanner e fotocamera… in due anni ho accumulato 250 hrs di volo come PIC su fsx e diverse volte ho avuto modo di testare ciò che ho appreso così nel mondo reale, quando sul mio ‘battesimo del volo’ alla domanda ‘hai mai visto un vero cockpit’ risposi all’istruttore ‘quali sono le nostre v1 e v2 oggi?’ mi rivolse un gran sorriso…. 🙂 voglio volareeeeee
    Ho deciso che non posso resistere fino alla fine della specialistica. 1 mese fa sono stato a milano a prendere la classe medica 1 (ero preoccupato per il mio occhio pigro, but all gooddd). Se mi diplomo con il massimo i miei mi hanno promesso un PPL, subito dopo l’iscrizione all’uni. È più forte di me, non riesco ad aspettare voglio volare anch’ioooooo

    La grammatica e l’organicità del post farranno pena ma bho… credo mi abbia fatto bene condividere tuttò ciò con chi, come voi, mi capisce davvero.

    Cieli blu,
    Francesco
    (”Non smettere mai di sognare, perché solo chi sogna può volare!”)

    1. Ciao Francesco! Sono l’autrice dell’articolo. Finalmente non sono l’unica a pensarla così, quando ho scritto l’articolo ero un po’ imbarazzata, però volevo far capire agli altri quello che noi proviamo, anche perchè spesso mi prendono per matta.
      Auguri per il tuo futuro e, se diventi pilota, ti prego, invitami nel cockpit!
      Io prima di una verifica dico sempre: keep calm and gear down… Porta pazienza e vedrai che i tuoi sogni si avvereranno.
      Un bacione.
      Francy

      1. Ciao 🙂 Ahha Io quando mi blocco invece ‘Keep calm and go around!’. Ti rivolgo lo stesso augurio, di non abbandonare mai il tuo sogno, non lasciarlo MAI morire; e ti do un appuntamento: oggi è l’uno di novembre, tra 10 anni esatti (diploma liceo, laurea, fAtpl, hours building tra Europa low cost, istruttore, e Africa, FO direct entry in Emirates) ci vediamo a Dubai, alle 5 del mattino (con il sole dell’alba è tutto più bello) su un A380, ti offro un caffè. Vieni in divisa. 😀 😀
        Con la passione si scalano le montagne.

        Buona fortuna!
        Francesco

      2. Francy anche io sogno di volare nei cieli blu sconfinati nel bel mezzo di una lezione, magari passando con il trolley in mezzo alla cabina. Forse diventeremo tutti colleghi a Dubai

  3. Va bene Francesco, io sarò magari la purser con la mia divisa nera e il cappellino con il velo, tu sarai il nostro comandante.
    Tu sarai tutto preso nel cockpit, io invece in cabina a sorridere ai miei passeggeri o a fare “jumpseat terapy” con un collega.
    In bocca al lupo per tutto, ci si vede fra 10 anni.
    (Ovviamente estendo l’invito anche a Giulietta)
    😀 mi ha fatto molto piacere conoscere te e le tue opinioni, che alla fine non sono tanto diverse dalle mie!

  4. Giulitta, ovviamente lo offro anche a te! Magari ci incontriamo anche prima e mi intrattieni con un po’ di storie:) Attualmente lavori in linea?

    Francy, no, qualsiasi cosa sarai-saremo, in cockpit o in cabin, l’importante sarà essere per aria.. Anche a me a fatto molto piacere. Se mai vedrò una ragazza chiedere al cabin crew manager di entrate in flightdeck per una foto (come faccio sempre io :P), chiederò “Ehi, ma sei Francesca di maditerraodivolo” 🙂

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