"Guardate me?" I racconti di Francesco il blogger passeggero!

C’è una caratteristica che accomuna il primo volo del mattino con l’ultimo della sera. Nell’uno e nell’altro regna sovrano il silenzio. I controlli di sicurezza del mattino sono una processione di uomini in doppio petto la cui eleganza d’abito poco riesce a mascherare le espressioni di occhi gonfi e sguardi smorti. D’altronde essere in aeroporto quand’è ancora buio è la conseguenza di sveglie ad orari da panettiere. Va meglio alle donne, più pimpanti e vivaci già quando si manifesta l’alba, ma è comunque inequivocabile che pochi minuti dopo l’ingresso a bordo, si dorme. C’è sì qualcuno che resiste fin dopo il decollo ma la consuetudine è che sul volo che parte insieme al sorgere del sole ci si addormenta. Sedili timidamente reclinati all’indietro, braccia rilassate e via a…sognare il cuscino del proprio letto. Il rumore dei motori dell’aereo diventa anzi un sottofondo che agevola la ninna e capita persino di non accorgersi della tipica domanda dell’assistente di volo «Biscotti o salatini?» oppure «Qualcosa da bere?»

Sul volo della sera, quello che occupa l’ultima riga sul monitor degli arrivi, si dorme alla medesima maniera. I nodi delle cravatte risultano un po’ allentati, la pochette non è perfettamente in ordine e i visi mostrano segni di stanchezza della giornata. Anche qui, appena in quota, si dorme. Luci spente, oscurante del finestrino abbassato, gli occhi si chiudono e—buonanotte!

o-SLEEP-PLANE-facebook

Mi trovavo proprio su un volo di rientro, di quelli che partono quando l’ora di cena è passata già da un pezzo. Al pari di tanti miei compagni di viaggio, anch’io sprofondo in un gran sonno ancor prima che l’aereo si stacchi da terra. Mi risveglio quando la manovra di avvicinamento all’aeroporto di destinazione è già iniziata. Certe volte appare come una sorta di automatismo della natura: poco prima dell’arrivo ci si sveglia da soli, senza nessun particolare rumore esterno o sollecitazione anomala. È buio in cabina, fuori non si vede nulla se non qualche luce dell’autostrada lontana. Pochi minuti dopo, si avverte netto lo scossone dei carrelli che toccano l’asfalto della pista e inizia una forte frenata. È in questo esatto istante che si sente chiaro il rumore di un cellulare che casca violentemente per terra e che, proprio per effetto del notevole rallentamento, passa come una scheggia sotto l’intera fila sinistra di sedili. È una velocissima sequenza di tac-tac-tac determinata dal telefonino che saltella all’impazzata fra le guide delle poltrone che incontra nella sua corsa dalla coda dell’aereo verso la cabina dei piloti. Nonostante l’aereo sia in movimento per raggiungere la piazzola di parcheggio, si sente immediatamente il ticchettio metallico di una cintura che si slaccia. Nel buio a bordo si vede la sagoma scura di un uomo che si alza e si abbassa freneticamente a cercare il suo cellulare sotto ogni sedile. L’annuncio registrato dà il benvenuto in aeroporto e invita i passeggeri a rimanere seduti con la cintura ben allacciata. Ma l’uomo è intento a cercare il suo telefonino e rovista a stretto contatto con le gambe dei viaggiatori, che anzi scostano i piedi per agevolarlo. L’aereo è in movimento e per la seconda volta parte il messaggio registrato: di nuovo il benvenuto e di nuovo l’invito a rimanere seduti e con le cinture allacciate. Ma non c’è niente da fare, l’“uomo scuro” brancola nel buio – è proprio il caso di dirlo – per ritrovare il suo telefonino.

fasten-seat-belt-620

Si sentono risatine varie fra i passeggeri che commentano la goffa immagine di questa persona china in corridoio a cercare il cellulare scappato via. Per la terza volta – la terza – la voce sintetizzata raccomanda di rimanere seduti. L’“uomo nero” non vuole saperne. E allora a quel punto si vede l’assistente di volo scattare in piedi dal suo strapuntino, afferrare il microfono e con voce gentile ma pungente dire testualmente «Invitiamo i signori passeggeri a rimanere seduti con le cinture allacciate. Signore, torni al suo posto: tutti noi saremo ben lieti di aiutarla a cercare il suo telefonino non appena l’aereo sarà fermo!»

Fragorosa risata da parte di tutti i passeggeri e la sagoma scura che, alla svelta, scorre veloce e imbarazzata in corridoio a riguadagnare il posto!

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

I contenuti presenti sul blog WWW.MADITERRAODIVOLO.COM dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere copiati,riprodotti,pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore. Copyright © 2013 - 2017 WWW.MADITERRAODIVOLO.COM by GIULIETTA MADITERRAODIVOLO. All rights reserved