Gli assistenti di volo non sopportano…

Dietro l’uniforme di ogni assistente di volo-portata con fascino ed eleganza- si nasconde un mondo immenso fatto di cose “mica tanto glamour”.

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questo è glamour…
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…questo NON è glamour…

Dall’incubo della toilette alle domande idiote dei passeggeri, ogni giorno l’assistente di volo si ritrova a dover sopportare una serie di situazioni che rimangono celate alle persone non del settore, o meglio alle persone che quando torni a casa dopo 12 ore di lavoro ti dicono: figo il tuo lavoro!

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Tu nel frattempo ti domandi se la frase sia riferita al momento in cui raccogli la spazzatura o quella dove ti sei svegliato alle quattro.

In fondo passiamo tantissime ore dentro un tubo che vola, so che suona poco romantico rispetto a tutte le numerose dichiarazioni d’amore che ho fatto agli aeroplani nella mia vita, ma se vogliamo essere per un momento sterili questa è l’affermazione che mi viene più spontanea.

Dicevo dunque che ci sono cose che non sopportiamo, o meglio che sopportiamo ma ci domandiamo come sia possibile che, dopo tanti anni di low cost dove tutti si sono abituati a volare come fosse la cosa più normale del mondo, certi comportamenti strani risiedano ancora stoicamente dentro la mente del passeggero medio.

Iniziamo dunque dal luogo di culto dell’ignoranza per eccellenza, sua maestà la toilette.

Partiamo col precisare che tutti- e quando dico tutti intendo TUTTI- nella vita abbiamo sperimentato l’uso di quell’aggeggio dedito alla sparizione delle nostre vergogne.

Che si tratti del vasino, del wc, della turca.

Nel fare questo di solito ci piace anche avere un po di privacy, pertanto ci dedichiamo a questa attività in modo solitario, spesso con l’ausilio di una porta a difendere questo momento tanto intimo quanto comune.

Ecco, in volo capita di avere la stessa esigenza no? Non dovrebbe essere poi così difficile.

Il problema è che i passeggeri hanno un disagio mentale con il bagno dell’aereo.

Innanzitutto il fatto che ci sia scritto LAVATORY crea uno scompenso cardiaco con stati confusionali nel 90% dei casi.

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Secondo, il fatto che ci sia una porta destabilizza il rimanente 10%.

La questione PUSH o PULL per aprire la suddetta viene risolta solitamente creando scene imbarazzanti del tipo:

  • tirare il vecchio posacenere installato sulla porta a mo di maniglia
  • creare un effetto vibrante sulla porta per intuire il senso di apertura
  • fissare il vuoto in cabina sperando che ci sia già qualcuno all’interno che apra la porta da dentro

Notare che se la porta è a soffietto, il tutto si complica.

Ovviamente l’esigenza di utilizzare il cesso sale proporzionalmente ai minuti rimanenti all’atterraggio.

Fateci caso.

L’aereo rimane a quota di crociera un paio d’ore e il segnale delle cinture è spento: i bagni sono sempre liberi.

Inizio discesa, FastenseatbeltsignON: “Mi scappa!!! Muoio se non la faccio adesso la faccio qui nel bicchiere”.

Vogliamo parlare poi di quel maledetto bottoncino?

Signore e Signori, ledisangentelmen, suà maestà il criptico FLUSH!

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A ogni tirata di sciacquone corrisponde una chiamata all’assistente di volo uguale e contraria.

Ogni volta che il passeggero deve “tirare l’acqua” in realtà finisce col fare “tirare delle parolacce” al povero assistente di volo, che vedendo la chiamata dalla toilette è costretto ad accorrere alla porta, bussare e chiedere se tutto va bene.

Ogni santa volta.

Per ogni tirata di sciacquone andata male, ogni assistente di volo si deprime.

ALTRE COSE DELLA TOILETTE

I passeggeri nella toilette anziché fare i bisognini, a volte..

  • fumano. Ma siete seri?
  • trombano. Ma siete seri?
  • pisciano nel lavandino. Ma siete seri?
  • Buttano plastiche nello scarico. Ma siete seri?
  • Chiedono se la cacca vola fuori congelata. Ma siete seri?

Una volta “evacuato” quello che va evacuato, il passeggero mostra una forma quasi di perversione verso il BICCHIERE DI ACQUA.

Spinto dalla sete, privato della sua bottiglietta ai controlli, passato via 5o bar prima del gate che vendono acqua in tutte le forme e durezze, il passeggero disidratato si ritrova a chiedere l’acqua.

Ma attenzione!

Il bravo passeggero la chiede gentilmente durante la crociera, tu gliela porti sorridendo col tovagliolino e rientri nel tuo galley pacifico.

Questo succede nei sogni.

La realtà é così:

VOGLIONO un bicchiere d’acqua ADESSO, PROPRIO ORA, tirandoti per il lembo della camicia mentre tu:

  • fai la demo
  • assicuri la cabina
  • prepari un ditching

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Ti azzardi a dire: gliela porto appena posso?

Ma sei pazzo?  loro DEVONO prendere ORA una pillola.

Ovviamente poi se lo porti a uno, lo porti a tutti,.

In ogni caso, mentre hai svuotato sei casse di acqua e ricomincia la fila al lavatory, inizia la sagra delle domande di merda.

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Le domande di merda sono le domande che ogni giorno vengono propinate agli assistenti di volo che nonostante tutto, oggi continuano stoicamente a sorridere e prendere con filosofia cose del tipo:

  • Dove siamo?

-dentro un aeroplano

  • Che montagna/lago/fiume/paesello/mare è quello che stiamo sorvolando?

-sorridete e fate finta di non avere capito

  • Avete te o caffè?

” sì che vuole te o caffè?”

“Sì grazie!”

-prendete un bicchiere e mettete tutti e due insieme mescolandoli, tanto fanno schifo pure da soli

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  • Lei è quella dell’altra volta! Fa sempre questa tratta?

-rispondete che non siete una cazzo di funivia

CATEGORIA AH MA (..solo qualche esempio)

  • Ah ma anche voi mangiate!
  • Ah ma (dopo 12 ore di volo) ora ritornate indietro?
  • Ah ma poi continuate e non vi fermate? (dopo una tratta da 50 minuti)
  • Ah ma lei non sa chi sono io.
  • Ah ma io ho pagato il biglietto quindi posso.

Una volta esauditi tutti i desideri del passeggero (cioè dopo averlo cambiato di posto, stivato la valigia che pesava come il piombo, nutrito come un facocero, fatto fare il cambio delle acque, ascoltato le lagne inerenti il check-in, ascoltato il fatto che l’aereo sia brutto-vecchio-lento-pericoloso- troppo performante al decollo– e i piloti siano troppo giovani-troppo vecchi-troppo piloti e che io sono troppo hostess, troppo italiana, troppo bionda, troppo qualsiasi cosa; dopo averli aiutati perché stavano male o avevano paura di volare, o volevano fare la foto al tramonto dall’altra parte del corridoio  o volevano il battesimo del volo per il loro cane…

…le cose che non sopportiamo non sono finite.

 

Ricordate che se i piloti sono bravi e fighi perché portano l’aereo, noi siamo bravi e fighi perché portiamo pazienza.

Ma parliamo dello sporco.

L’assistente di volo ogni giorno viene a contatto con le più misteriose forme virali e batteriche, nella fattispecie quando:

  • arma gli scivoli e mette letteralmente le mani dove tutti pestano con i piedi
  • raccoglie la spazzatura e lo schifo prodotto dai passeggeri – ringraziandoli pure
  • tocca valigie di dubbia provenienza
  • si unge con l’unto della porta

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Inoltre, è scientificamente provato  che:

In aereo ti si ungono i capelli. Aggiungici pure un chilo di lacca per ogni tratta e quando atterri ci puoi quasi strofinare la bruschetta.

Che schifo.

Le scarpe delle hostess puzzano. Mettetevela via, i vostri piedini fatati all’atterraggio sembreranno zampe puzzolenti d’elefante.

Che spettacolo.

Altre cose che fanno schifo? Ma certo!

In aereo ti gonfi.

Le puzzette ad un certo punto sono inevitabili, che ti piaccia o no ci devi convivere.

Non voglio sapere come se la gestiscono i piloti, ma non me ne preoccupo più di tanto.

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“non sono stato io!”

 

Sentendomi quasi colpevole per aver rimosso un velo di glamour al nostro lavoro, sento ancora che le dita scorrono impazzite sulla tastiera e la voglia di continuare l’elenco avanza, facendomi riflettere sul fatto che io personalmente, non sopporto nemmeno:

  • Salutare con una media di 400 Buongiorno-Arrivederci-Grazie al giorno e spesso non ricevere nemmeno una risposta
  • Avere a bordo l’assistente di volo di 20 anni che fottesega e mi tocca fare tutto io
  • Avere il collega ingombrante che ti si mette in mezzo al galley e non si sposta, quasi peggio del vecchio col cappello in auto la domenica
  • Scrivere con la turbolenza finendo di compilare la documentazione come se avessi fatto compilare tutto al mio gatto
  • Svegliarmi alla mattina alle quattro
  • Fare i controlli di sicurezza  ogni santo giorno levandomi via quasi anche la biancheria
  • Quando c’è il caos in aeroporto e troppa gente che ti spintona
  • Quando l’aereo atterra e tutti si alzano in piedi. Mettendo il culo in faccia al vicino. Ignorando che le porte si apriranno in non meno di dieci minuti.
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Questi sono chiaramente modelli 🙂

Per le varie ed eventuali lascio a VOI, miei amici e colleghi la scelta di espandere questo articolo, pertanto invito TUTTI a commentare per poter creare una nuova puntata ironica su tutto quello che sopportiamo e non sopportiamo!

Ricordo ai non del settore o ai polemici -altra cosa che non tollero- che questo articolo è stato scritto con ironia, pertanto ogni commento del tipo “cambia lavoro” verrà cestinato con felicità.

Credo sempre che nonostante tutto, questo lavoro sia sempre tra i più belli al mondo!

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Fiera di essere un’assistente di volo!

Happy landings a tutti e happy Napisan a tutti!

 

 

 

 

maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

6 Comments
  1. Ciao Giulietta, il tuo blog è davvero una droga per me. Amo leggere i tuoi articoli, sono pieni di carisma e trasmetti una passione pura! Passione che condivido anche io come te avendo la fortuna di praticare il tuo stesso lavoro…angeli dei cieli!
    P.s sarebbe bello se magari facessi un articolo su come hai iniziato, dico proprio da quando avevi 20 anni con il mondo del lavoro davanti a te e le paura del futuro che alimenta l’età della giovenezza, le tappe che hai fatto, gli studi,le compagnie con cui hai lavorato, la tua vita com’era e com’è oggi…così è solo un’dea 🙂
    Besos, Marisol 🙂

  2. Ciao Giulietta, che spettacolo di articoli :-). sei una grande e mi hai fatto venire ancora piu’ voglia di diventare un assistente di volo. con quest’articolo mi sono ammazzata dalle risate, ma anche gli altri sono molto simpatici e non l’ho letti ancora tutti. ah ho scaricato la tua guida, che sto leggendo con molta calma in quanto voglio capire molto bene il tutto. insomma spero di riuscirci , sopratutto grazie ai tuoi consigli. Brava Giulietta continua a scrivere che abbiamo bisogno di teeeee :-)… tanti cari saluti. olga

  3. Ciao Giulietta! Sei davvero simpaticissima e le tue informazioni sono davvero utili 🙂 però ho un dubbio che mi sta uccidendo dentro.. Voglio fare il colloquio però ho due tatuaggi.. Uno sull’avambraccio destro e uno sul sinitro..Non si può adoperare una camicia a maniche lunghe non so.. Ho la netta sensazione che non verrei preso per questo motivo.. A settembre partirò per Londra anche io devo dare una svolta alla mia vita. VOGLIO. Mi viene da piangere al pensiero che non sarò preso per questo. Che mi dici..? Grazie mille 🙂

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