Riflessioni su e giù per il cielo

Anche il 2016 è arrivato e per un momento mi è salito l’attimo di cinismo domandandomi tra un bicchiere di Franciacorta e un antibiotico – arrivare a fine anno volando sani è da eroi – perché mai al cambio di mese non ce ne frega niente e poi BUM, arriva il 31 dicembre e tutti a farsi il bilancio dell’anno prima e i buoni propositi dell’anno dopo.

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L’anno scorso –confesso- i buoni propositi li avevo elencati anche io e devo dire che per più della metà si sono realizzati, anche se la questione del Porsche Carrera è ovviamente rimasta fuori luogo e quindi mi è toccato essere realista e tagliandare la mia fiestina per un altro anno.

Perché la realtà dei fatti è che la vita ti travolge come una valanga mentre tu sei li a scrivere il fogliettino dei desideri e pensi a condividerlo su Instagram.

Pertanto da un paio di mesi seguo la filosofia del “al massimo scrivo i progetti di oggi, domani guardo che turno faccio e poi si vedrà”.

Inoltre ho imparato che, oltre a mettere in valigia sempre un cambio, meglio indossare pure della biancheria decente quando vai in volo che non sai mai dove vai a finire.

Ho imparato che bisogna davvero vivere il dolore e perdere tutto per capire quanto sia prezioso ogni giorno che viviamo, ogni alba che vediamo, ogni parola che sussurriamo.

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Ora so che il valore dell’amicizia è qualcosa di preziosissimo che ci fa sentire pieni di gioia e che se mescoli il voler bene e la gratitudine con la passione del volo, lavorare diventa divertente e nemmeno ti accorgi delle ore che passano.

Ho imparato a giocare alla schedina con i turni per incontrare le persone più speciali lottando con giorni di riposo, sveglie all’alba, giornate con 24 ore in piedi, giorni di malattia ridotti all’osso.

Sento che la mia voglia di vivere è diventata sempre più grande e non riesco più a stare ferma, vivo dentro una bolla di entusiasmo ed è forse questa che mi salva da quella specie di senso di solitudine che provano tutti gli assistenti di volo.

Una notte recente – lo racconto per ampliare il discorso della solitudine – ero con una collega, molto più giovane di me e chiacchieravamo in cucina quando lei si è incupita e mi ha detto che le mancava la sua famiglia, che si sentiva sola, che nemmeno lei sapeva come poteva essere arrivata così lontano a soli 21 anni e nel momento in cui si rese conto di ciò, anzichè gioire dei propri successi, pianse comprendendo quanto cazzo fa male realizzare i propri sogni.

Nelle sue lacrime ho mescolato anche le mie ripensando al mio passato molto simile al suo.

Perché la tua famiglia è distante, perché la tua città rimane immobile mentre tu corri sempre più lontano e respiri luoghi sempre diversi, perché a volte parti e a volte torni, ma non ti senti mai veramente in pace in nessun luogo.

Perché desideri solo chiuderti in camera e riposare ma dopo poco senti il bisogno di condividere la tua vita con qualcuno, perché non vedi l’ora di atterrare sfinito da quattro tratte ma mentre sei al parcheggio e ti tiri la valigia ti viene voglia solo di ricominciare.

Ho notato che gli assistenti di volo arrivano ad estendere verso l’infinito le proprie capacità, per esempio la pazienza che oramai è diventata l’unica arma contro certe persone.

Non parlo mai male dei passeggeri perché senza di loro io non potrei essere ciò che sono, ma diciamocelo una volta per tutte, certe persone hanno davvero rotto il cazzo.

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Che siamo su un aeroplano ma si comportano come se fossero nel cesso di casa loro, e io che mi ostino a risolvere tutto con una calma ineccepibile per poi rientrare nel galley e imprecare con la faccia dentro al forno per non farmi vedere da nessuno.

IPasseggeri matti a parte, posso dire adesso “meno male che”…

meno male che dalla solitudine ci salviamo da soli e il difficile sta solo nel comprenderlo una volta per tutte, perché a volte basta mettere la sveglia presto, immergerci nel freddo invernale puntando dritto a salire sull’aereo mentre ancora la nebbia ci avvolge, e solo in quell’istante tutta la nostra energia all’improvviso sale; meno male che ci sono gli amici che ti fanno ridere e ti fanno sognare; meno male che c’è la jumpseat therapy per quei momenti dove hai bisogno di dare aria ai tuoi pensieri, meno male che c’è radio galley FM che tutti giudichiamo ma in cui tutti trasmettiamo.

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se i galley potessero parlare…

E ancora, “meno male che”…
esiste questo lavoro, meno male che incontriamo in giro rampe esaurite altrimenti non sapremmo di che sparlare, meno male che esistono le rampe migliori del mondo altrimenti saremmo tutti troppo frustrati, meno male che esiste anche il passeggero che sale e ti porta dei cannoli – gratitudine, dare senza pretendere, la ricetta della felicità – che compensa la marea di gente insapore che trasportiamo ogni giorno.

Io mi sono buttata a capofitto in questa marea e ci nuoto con tutte le mie forze, confesso di sentirmi un po’ invecchiata perché non reggo più i ritmi dei miei amici più giovani e perché volo con colleghi che hanno dieci anni in meno di me, ho dovuto fare i conti con la frase “tu sei una hostess vecchia scuola” e questo mi ha fatto aprire una serie di domande sul mio modo di lavorare, e aprire una serie di ricordi a matrioska che a volte racconto fiera, sentendomi un po’ come il nonno che racconta le sue novelle ai nipotini, eppure non sono passati mica tanti anni!

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ecco come mi fanno sentire a volte

In fondo l’aviazione è relativamente giovane, se ci pensate in un universo nato circa 14 miliardi di anni fa, cosa volete che sia poco più di un secolo?

Siamo solo delle stelle cadenti se ci confrontiamo con questa vastità, allora non è forse il caso di brillare il più possibile durante il nostro breve viaggio?

Un secolo di aviazione, ci pensate? Dai Wright che smadonnavano per far volare il primo velivolo della storia – il primo che ha volato davvero, prima di loro ci hanno provato tanti altri precursori finendo col culo a terra rimettendoci spesso la vita – e oggi regolarmente volano migliaia di aerei, milioni di passeggeri, partono razzi nello spazio e.. beh spesso non gliene frega niente a nessuno, forse solo a me e a voi che leggete, perchè ci basta ficcarci in una fusoliera ogni giorno solo per sentirci anche noi parte del processo.

Praticamente mentre Leonardo Da Vinci stava li a progettarsi l’ornitottero e avrebbe donato un rene per volare, i passeggeri stanno lì a rompere la minchia domandando se possono tenere acceso il cellulare in modalità aereo.

Ma per piacere.

Nonostante ciò, credo che valga la pena indossare l’uniforme ogni giorno, perché quando la indossiamo rivendichiamo tutti i momenti di speranza, desiderio, sconforto che tutti noi assistenti di volo abbiamo vissuto per metterci nelle condizioni di svegliarsi una mattina a caso nella nostra vita e dire: “vi saluto, io divento un cabin crew!”

Allora dopo questo turbinio di pensieri, tocca dare un filo logico a tutto quello che ho detto.

Il mio filo logico è il seguente, che fa molto perle di saggezza quando io in realtà sono solo una tra tante, sbaglio spesso anche io e devo crescere in molte cose, insomma oltre a dedicarlo a voi lo dedico anche a me.

Iniziamo:

  • Siate pieni di gratitudine per il lavoro che fate. Non tutti hanno la fortuna di avere un lavoro, figuriamoci il lavoro dei sogni.
  • Se siete a casa è il momento giusto per riscattarvi e andare ad afferrare i sogni. No more excuses!!!

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  • Se siete esauriti con i passeggeri urlate come faccio nel forno e poi dimenticate – spegnetelo e togliete le griglie prima ovviamente.
  • Se vi sentite soli non abbiate paura a tendere la mano verso altre persone.
  • Portatevi sempre un cambio decente in valigia e non volate con i mutandoni della nonna. MAI.
  • Siate coraggiosi delle vostre scelte e delle vostre idee ma ascoltate sempre chi ha più esperienza di voi.
  • Siate gentili anche con gli sconosciuti perché non saprete mai cosa stanno passando, e per sconosciuti intendo anche i passeggeri.
  • Vivetevi il 2016 senza fare bilanci e troppi foglietti, uscite di casa e respirate il mondo.

 

Cieli sereni a tutti voi, amici!

Giulietta

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

1 Comment
  1. impressionante capacità di trasmettere emozioni … mi complimento con la scrittrice pur non sapendo chi sia. visito questo sito per gioco e mi ritrovo a guardare su in cielo con la pelle d’oca. per un attimo non ho sentito più rumori intorno a me e mentre guardo la linea dell’orizzonte dal vetro del McDonalds mi accorgo che il tempo si è fermato.

    grazie per questo.

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