Un’inviata speciale alle selezioni Emirates! -prima parte-

L’inviata speciale sono io, e stamattina  parto fiera di me a fare le selezioni Emirates a Milano!

Che sono inviata è perché in effetti sto guidando per 200 chilometri, speciale beh.. l’ho aggiunto per fare un titolo bello. Se fossi stata solo un’inviata e punto, vi sareste immaginati solamente una sfigata che con la borsa a tracolla e il microfono corre dietro alla gente e pone domande del tipo: “heyyy tu, scusa perché vuoi fare la hostess?” a cui viene risposto “perché io amo viaggiare e devo riscattarmi nel mondooooo!”, e poi giunta a sera si sforza di pubblicare un articolo col titolo tipo: “giovani italiani in fuga: uno su quattro sceglie Emirates, ma uno solo ce la fa” – che amarezza.

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Insomma dicevo che sono un’inviata speciale perché io oggi indosso il mio tailleur, ho fatto lo chignon, ho messo il rossetto rosso: dovevo trovare pur il modo di capire come funzionano queste benedette selezioni Emirates!

Nel contempo non voglio dare nell’occhio, pertanto mi sono candidata e ora mi sono gettata nella mischia all’hotel Sheraton di Malpensa. Quindi in realtà sono un’inviata speciale travestita da aspirante assistente di volo.

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Inviata. Speciale. Travestita. E tutto questo solo per fare un articolo e mettere a tacere i vostri dubbi che puntualmente pubblicate sui forum dove nessuno vi caga. Che figata pazzesca!

Vorrei aggiungere che questo hotel quando ho iniziato a volare io non c’era nemmeno. C’era il parcheggio multipiano.

Per arrivarci ho solo mandato il mio curriculum e compilato il modulo on-line presente sul sito ufficiale della compagnia, dopodiché  ho aspettato di ricevere l’invito ad un assessment day.

Per conoscere le date degli assessment day, potete sempre consultare il sito della compagnia oppure potete attendere di ricevere l’invito via e-mail, che dovrete successivamente stampare.

Arrivo dentro il grande hotel e dopo aver domandato alla reception dove si sarebbe svolto il grande evento, noto una scia di belle ragazze avviarsi all’ascensore e scopro che passeremo la giornata al secondo piano.

Il secondo piano: un mare di gente. Mi guardo intorno e conto 200 persone, ma noto che continuano ad arrivare nuovi volti.

Oggi qui non conosco nessuno e nessuno conosce me, provo a scambiare due parole con qualcuno ma il dialogo che si instaura è più noioso dello speaker della stazione ferroviaria che ripete a palla che c’è un treno in transito.

Nonostante la richiesta di presentarsi con capelli legati e gonna, ovviamente ci sono ragazze con:

  • pantaloni
  • scarpe open toe
  • capelli sciolti
  • jeans
  • piercing

Capisco subito che non è come le selezioni a cui ho partecipato fino a oggi dove si fa subito gruppo, quelle dove ci si sta simpatici al primo copo  e si chiacchera con i dialoghi seguenti:

“Ciao! Sei qui per le selezioni?”

“Siiiii! Ma dai anche tu?!!”

“Tu già voli?!”

“Ma dai! Anche io volavo sul 767!”

“Conosci la Maria quella bionda che era basata a Fiumicino?”

E da li si è amici: Whatsapp, tifo durante i test, mi piace su Facebook, ricerca della casa insieme nel caso si superi il colloquio.

Qui invece sono tutte signorine che l’unica cosa che danno idea di intendere di aviazione è che gli aerei… volano.

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Dato che ci stiamo ammassando tutti di fronte alla sala conferenze, nella speranza che qualcuno ci faccia accomodare, ne approfitto per dare una sbirciata al telefono. Di solito consiglio di non usare mai il telefono durante le selezioni, ma la situazione in stile provini per il Grande Fratello (in questo caso il Grande Aeroplano) permette il gesto senza problemi.

Dopo trenta minuti di ritardo dall’orario segnato sull’invito, finalmente la porta si apre e una donna bionda (una) ci fa accomodare dentro la sala conferenze, che porta circa 200 persone. Peccato che nel frattempo siamo aumentati, quindi circa un altro centinaio di persone si ritrovano in piedi contro il muro. Io mi riesco ad accomodare in  una terza fila, ed ora che sono seduta finalmente mi rilasso pronta ad affrontare una lunga giornata.

Donna bionda si presenta, ed essendo senza microfono non capisco il suo nome.

Pertanto rimarrà donna bionda per tutta la puntata.

Alle pareti c’è un indicatore di altezza per il famoso reach test, una lavagna, un proiettore. Donna bionda sta alla cattedra con un portatile e ha dietro con se un’enorme valigia che riempirà con tutti i nostri documenti.

Le domande che mi girano nella testa mentre inizia la pomposa presentazione della compagnia sono due:

1- Davvero tutto il processo selettivo lo fa una sola reclutatrice?

2- Ma possibile che qui dentro non ci sia qualche altro assistente di volo?

Ci viene consegnato un foglietto che riporta lo stipendio e altre informazioni. Ve l’ho scansionato così potete dargli una letta. Ditemelo che sono gentile ogni tanto!

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Dopo una breve introduzione, partono dei video che fanno venire l’acquolina in bocca: presentano la compagnia aerea, presentano  Dubai (unica base della compagnia) e già da subito si iniziano a sentire le parole con cui sono certa verremo martellati nelle prossime ore: cultural diversity, benefits, amazing, join us, culutral diversity, cultural diversity. Inizio a credere che forse la loro paura più grande sia quella di assumere personale che abbia qualche vena razzista, cosa che creerebbe non pochi problemi su un aereo dove lavorano più di 120 nazionalità diverse. Io anziché Emirates, l’avrei chiamata Cosmopolitan. Infatti fanno vedere equipaggi sorridenti provenienti da ogni parte del mondo! Poi fanno vedere ogni parte del mondo. Io mi aspetto un super video dell’Airbus A380 ma inizio a credere che mi sa che qui di aerei si parla poco.

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Vorrei quasi mettermi a urlare ATTENTION CREW AT STATIONS  X2! per vedere in quanti reagiscono.

Invece cala un imbarazzante silenzio alla fine della proiezione.

Donna bionda chiede se ci sono domande.

“Il corso è a pagamento?”

“No, il corso è gratis e dal primo giorno di arrivo a Dubai si percepisce lo stipendio”

Uguale all’Italia, penso io.

“Quando saremo a Dubai, potremo uscire la sera?”

“Sì, potrete uscire e godere di questo ambiente così multiculturale!”

Non avevo dubbi che anche le uscite serali fossero multiculturali.

Segue un numero indefinito di domande preparate a tavolino emesse dai più sicuri di sé ovviamente solo per farsi notare.

Nel frattempo alla ragazza seduta di fianco a me salta via la cerniera della gonna e al suo posto si crea un buco gigante. Le regalo una spilla da balia che tengo sempre in borsa insieme a un set per cucito da viaggio.

Finita la trafila delle domande, donna bionda ci invita a consegnare uno a uno il nostro curriculum e ci informa che durante la consegna ci farà un paio di domande a testa, dopodiché avverrà la prima scrematura.

Scrematura.

Il latte intero viene separato dal grasso e quello che rimane è latte scremato. Ovviamente io sono quella che vuole finire nel contenitore di quel tipo di latte.

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Avanti allora con questa scrematura!

Dopo una fila indecente di quaranta minuti consegno il mio Curriculum.

So che volete sapere le domande che mi fa donna bionda.

“Che ore sono” è la prima.

Inutile dire che ci rimango di cavolfiore.

“Dunque hai un diploma nel settore del turismo?”

E’ la seconda.

Non so se mettermi a ridere o a piangere, sta di fatto che dopo queste due domande saluto e me ne vado a pranzo, perché so bene che sarà una lunga e straziante attesa.

Durante la pausa pranzo vado a spostare la macchina da un parcheggio all’altro dentro l’aeroporto per non pagare uno sproposito, mi metto le scarpe comode e passeggio dentro l’aeroporto che è di fronte all’hotel. Verso le tre del pomeriggio rientro al secondo piano e inizio di proposito a ficcanasare in tutti gli pseudogruppi che si sono formati.

Alcuni parlano di Dubai, altri parlano di moda, altri di forum pescati sul web che trattano l’argomento delle selezioni e qualcuno nomina il mio blog.

“Lo conosci tu?”

Mi ridono le chiappe mentre rispondo di sì aggiungendo che quel blog è una figata pazzesca.

Chissà chi lo scrive.

Ogni tanto ci vuole un pochino di promozione.

Alle quattro e mezza, dopo un’estenuante attesa ai limiti dell’indecenza, donna bionda apre le porte dell’aula conferenze e ci invita a visionare i fogli attaccati al muro: chi è passato è sottolineato in giallo! Gli altri tutti a casa.

Giallo, giallo, giallo, giallo, giallo.

Evvai, sono gialla.

Io e gli altri gialli quindi ci accomodiamo di nuovo, mentre la fila di non gialli esce delusa dalla stanza.

Ci rimango male perché noto che se ne va via gente che pare avere le carte in regola, o almeno così mi pare.

A ognuno di noi, a questo punto, donna bionda consegna un numerino da appiccicarci addosso, e ovviamente il mio si scolla dalla giacca ogni tre minuti. Da questo momento in poi, sono il numero 39.

Non lo associo a nulla di particolare.

39. Latte scremato. Cultural diversity. Oddio ti prego non ne posso più, mandaci a casa.

Mentre fisso il vuoto, donna bionda ci informa che possiamo andare a casa.

Io stavo scherzando, voglio fare quelle maledette prove!

Invece no, viene tutto rimandato a domani.

Inizio a pensare che lo facciano apposta ad esaurirci, per valutare la nostra flessibilità.

Flessibilità di carattere e flessibilità di conto in banca, dato che mi tocca pagare anche una notte di hotel.

Trovo un hotel ed esco a farmi la spesa, perché non ho nessuna intenzione di cenare fuori, mi accontento di un’insalata presa al supermercato e un frutto.

Per caso finisco nel market dove 6 anni prima, quando vivevo vicino a Malpensa, andavo a fare la spesa.

MI prende la malinconia.

Ho girato il mondo e però poi mi trovo sempre qui.

Torno in albergo e dopo aver mangiato crollo in un sonno profondo, nella speranza di dormire almeno 12 ore e di svegliarmi forte come un leone, per poter passare dalla fase latte scremato alla fase gelato al cioccolato.

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 A presto per il secondo tempo: la giornata delle prove di gruppo!

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

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