Evviva anche il corto raggio!

C’è un lato di me che nei miei sogni fugge sempre lontano con una valigia. Lontano ma non importa dove, basta che sia un dosaggio di chilometri spropositato. Laggiù c’è caldo e io ho i capelli lunghi che sollevati dal vento, accarezzano il mio viso abbronzato che mostra  un’espressione soave.

Nel mio sogno, sono seduta su un fuoristrada e indosso solo un vestitino da pochi soldi e porto le ciabatte, magari ho anche un poco i piedi sporchi di terra, ma che mi importa, ma chi mi conosce, ma nemmeno ricordo più cos’è la vergogna.

Ovviamente essendo un sogno, sono una strafiga e ho 37K  followers su Instagram che mettono 45349898630486 mi piace per ogni posto che visito.

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Io non conosco nessuno laggiù, ma mi fido degli sconosciuti e sorrido loro mostrando tutto il mio lato coraggioso e avventuriero.

Finito un luogo, sotto un altro: Singapore, Tokio, New York, Dubai.

Sono come un cane randagio affamato che dopo aver razzolato gli avanzi,si pulisce il muso contro un muro a caso e riparte per un altro luogo dove essere sfamato.

Un cane che ha una fame insaziabile. Fame di prima classe internazionale – che suona molto Pan Am- ma ci sta come concetto.

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C’è che sa di selvatico e profuma di libertà, come i fiori a primavera e come il vento di quando ti fai un giro in moto.

Allora avevo mandato un giorno il mio curriculum alla compagnia aerea più ambita del momento, e c’è stato poi quell’altro giorno che avevo fatto la selezione.

Ma poi, quando ho sbattuto il mio muso di cane randagio contro la possibilità di una partenza reale, ho conosciuto il mio altro lato, quello del cane adottato.

Ve lo presento.

L’altro lato di me è quello che rientra sempre a casa con una valigia e si infila nelle coperte di casa. Quello che quando casa c’è, non importa dove sia, basta che ci possa trovare un dosaggio di amore spropositato.  Anche quaggiù nell’altro mio lato oggi c’è caldo, ma non è sempre stato così. C’è un uomo che accarezza il mio viso anche se non è abbronzato e che dice che sono bella anche se i miei capelli sembrano paglia, perché non posso permettermi grandi costi di gestione della cura di me stessa.

Del resto i guadagni a far questa vita sono quelli che sono.

Del resto  io ho scelto di non andare in una grande compagnia aerea a fare il “grande passo”.

Mi sono gongolata a sognarlo, mi sono sbattuta a fare selezioni, a crederci, ma poi mi ha preso una domanda in testa come un tormento:

“Ma a me, ma chi cazzo me lo fa fare?”

Ma perché io qui, a pensarci bene, ho tutto quello che voglio. E tutto quello che mi serve per costruire altri miei sogni.

Magari anziché Bali, io volo a Bari.

E allora?

Ma perché se sei a lavorare negli emirati su un Airbus A380 allora sei un figo e se invece vuoi trovare un fottuto punto di equilibrio in una compagnia aerea europea, vieni considerato uno sfigato?

Inutile dire che questi due lati si fanno la guerra.

Ogni giorno dentro di me cadono le bombe che mettono  a tacere il desiderio di fuga e bombe che radono al suolo la mia voglia di normalità.

Da un lato c’è Giulietta che salta su un aereo gigantesco e cerca il grande cambiamento, come tutte quelle strafighe che erano con lei alle selezioni che però ci capivano di aeroplani quanto io di, che ne so, di … pesca sportiva.

No ma sul serio, io ero in incognito quel giorno in mezzo a centinaia di ragazze, stragnocche appunto, che la più bassa praticamente io standole in fronte  le guardavo le tette (che le stavano su, non come le mie che prendono i G raddoppiati)  e ce ne fosse stata una che mi avesse fatto una domanda inerente al lavoro che saremmo dovute andare a fare.

“Ma scusa” – mi fa una con la faccia di plastica – “ma secondo te, quando vivremo là potremo uscire la sera?” – indicando la base della compagnia aerea.

“Ma secondo te, io dovrei risponderti?” pensai io.

“Ma perché non ti eclissi lontano dal mio destino?” aggiunsi soddisfatta del mio senso incivile.

Dall’altro lato invece c’è Giulietta la domestica, Giulietta solo Schengen, o come vi pare.

Giulietta che si è accorta di aver seguito i sogni di tanti ma non quelli del proprio cuore.

Allora come dice il detto, si è chiusa  una porta, ma poi io ho anche chiuso il portone.

Sti cazzi.

Mi accontento di un roster un pochino più scarsino, ma però:

  • vado a vivere nella casa che mi pare con chi mi pare (soldi dell’affitto permettendo)
  • posso coccolare il mio gatto e fare l’orto
  • posso andare a correre nei prati
  • posso fare la volontaria sull’ambulanza
  • devo gestire un equipaggio piccolo che magari mi ricordo anche i nomi dei miei colleghi
  • non svengo sentendomi dire “possiamo imbarcare? sono solo 437 in classe economy!”
  • non devo visitare una città in 24 ore in preda agli isterismi da jet lag e con un sonno arretrato che dormirei tanto da disgustare anche una bestiola in letargo
  • non devo sposarmi per avere l’onore di invitare il mio compagno a casa
  • posso comunque volare STAND BY!

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Ma il vero motivo è:

posso essere vicina a chi amo.

e a chi mi ama.

Sempre!

Allora si che tutto acquista un valore inestimabile.

Perché cosa conta viaggiare se poi quando torni a casa non c’è nessuno che ti aspetta?

Evviva quindi anche il corto raggio!

Evviva quindi non solo l’A380 e il 777, ma evviva anche gli aerei che hanno le eliche e chi si sbatte 4 tratte al giorno col sorriso, evviva le scritte REGIONAL sulle livree, evviva chi è felice di andare a Palermo e di atterrarci solo, evviva chi ha trovato la gioia e l’equilibrio di esercitare questa fantastica professione senza dover per forza radere al suolo tutto il resto della sua vita!

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta!
Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio.
Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

5 Comments
  1. Ciao, io sono uno di quelli che pilotava gli aerei con le eliche. Ci ho fatto più di 5 anni, e rifarei tutto da capo. Fa piacere leggere che altre persone hanno l’intelligenza sufficiente per capire che il volo sì sarà bello, anzi bellissimo, ma c’è anche tutto il resto.
    Un abbraccio

  2. Adoro gli aerei con le eliche,nei miei tanti voli purtroppo solo tre volte nel 2001,se non ricordo male erano Dash e Atr. Sanno di albori dell’aeronautica,ricchi di fascino ( c’è chi ne è terrorizzato e non ci salirebbe mai ). Lo scorso 26 aprile in pista a Riga in attesa di salire sul bus che mi avrebbe portato al mio 737 irlandese con la pancia blu e l’arpa ho visto un turboelica Baltic appena giunto al parcheggio con le sue eliche ancora in moto che lentamente andavano spegnendosi con quel soave rumore assordante dei motori.

  3. il lungo raggio è una emozione fortissima, l’ho sognata, l’ho raggiunta, non l’avrei lasciata per nulla al mondo, se non fosse che le stagioni estive finiscono e i contratti a tempo determinato scadono e tu ti ritrovi a dover cercare un’attività “tappa buchi”…
    poi un giorno ti rendi conto che senza cercarlo hai trovato un posto dove il sole splende tutto il giorno, dove non sei mai sola, dove tutto è da scoprire e dove non sei mai sola, dove un cane ti da il buongiorno leccandoti la faccia e dove, quando mezza addormentata stiri la mano sul letto trovi la mano di LUI…ti rendi conto di aver trovato CASA senza neanche cercarla.
    ma non puoi vivere coi piedi per terra, non lo hai mai fatto…allora pensi: caro corto raggio, grazie di esistere!grazie per darmi la possibilità di volare sapendo che oggi tornerò a CASA!

  4. “Chi cazzo me lo fa fare ?”Era proprio quello che dicevo prima di fare il colloquio per Etihad ,fatto per gioco e passato inaspettatamente con successo . Dopo 3 anni di 4 tratte al giorno ho deciso di fare il famoso salto per provare cosa significhi fare l’assistente di volo di lungo raggio in una città culturalmente diversa dalla nostra come Abu Dhabi.
    Posso dirti che tutti i punti che hai elecato come la quotidianità,gli amici, la famiglia mi mancano da morire. Ma l’emozione che provo ogni giorno salendo su un 777 , un 340 ,un 380 è indescrivibile e ad oggi nonostante le mille difficoltà iniziali dettate dal forte senso di nostalgia e solitudine posso dirti che se non avessi mai fatto questo passo avrei fatto la più grande cavolata della mia vita perché non solo ti fa crescere professionalmente ma ti riempie l’anima facendoti crescere come persona. Tanto per il corto raggio c’è sempre tempo … Quando deciderò di trovare una sorta di equilibrio tornerò ai miei amati 4 settori al giorno ma per adesso mi vivo questa incredibile esperienza A 360 gradi anzi dire a 380 😜.

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