I camerieri del cielo (e altri luoghi comuni)

Ci sono dei cliché che mi capita di sentire ogni tanto e che mi fanno imbestialire. Ormai non esprimo verbalmente il mio disappunto perché ho capito che portare un’aria innocente gioca a mio favore, ma dentro ho come un uragano che ha voglia di spazzare via e radere al suolo tutti i luoghi comuni per trasformarli in luoghi di pace e di fantasia.

La prima roba che mi fa incavolare è:

C’è stato un vuoto d’aria

Il vuoto d’aria è  quella cosa che ogni tanto tra le file dei passeggeri ritorna a trionfare quando c’è
turbolenza e senti pronunciare cose del tipo “l’aereo è finito in un vuoto d’aria e abbiamo perso almeno 50.000 metri di quota!”
-praticamente ci siamo piantati col muso nella astenosfera-

Allora, il vuoto d’aria non esiste, tipo come Babbo Natale o la dieta che iniziamo ogni lunedì. Sono solo correnti d’aria, come è solo vero che ci piace credere nelle magie o ci piace pensare che arriveremo all’estate senza grasso sulla pancia.

Se vi sono dubbi al riguardo basti pensare che di solito quando si cammina per strada non succede mai di rimanere improvvisamente senza aria per respirare. Se così fosse avremmo tutti la bombolina dell’ossigeno nella borsetta.

-Oddio, non respiro! Un vuoto d’aria!
-L’aiuto io signore, ecco qua una mascherina! La indossi e respiri normalmente, tra qualche minuto passa!

Le correnti d’aria a volte “razzolano” via all’improvviso l’aereo che, come una foglia d’autunno, si ritrova a essere “spazzolato” via in un’altra direzione. Come un phon gigantesco sparato a lato senza preavviso. Una volta sul’oceano Atlantico per colpa di quel VUOTO D’ARIA ho baciato il soffitto dell’aereo per un momento e poi mi sono ritrovata seduta per terra nel galley. Che botta! Allora se avete altri dubbi al riguardo soffocateli sotto la cintura di sicurezza che è l’unica vera arma contro il vostro vuoto d’aria (ma non contro l’ignoranza).

La seconda roba che mi fa incavolare è:

Lei non sa chi sono io!

No, non lo so e onestamente non me ne frega nulla. Perché, c’è una classifica a questo mondo?
Per me c’è solo una cosa che ti mette in alto nella mia lista: l’educazione.

Non è la tua ricchezza che ti eleva dall’essere qualcosa di diverso da una scimmia – senza offesa alla scimmia-
Non è il tuo potere che ti da privilegio di comportarti da villano.
Non è la tua fama che ti rende superiore alle altre persone.
NON SUL MIO AEROPLANO.

Io amo la gente. La gente è vita, la gente ha sempre qualcosa di bello da dire, la gente è piacevolmente unica anche se in apparenza sembra una massa informe che corre senza sapere in che direzione andare – scena dell’imbarco-.

Poi però ti arriva questo soggetto della suddetta affermazione che vuole qualcosa che tu obiettivamente non puoi dargli, che ne so, per esempio il posto in prima fila non è abbastanza DAVANTI e lui vuole qualcosa di originale, tipo un sedilino nella cabina di pilotaggino, perchè pirla, lei non sa chi sono io!

Oppure il bagaglio in stiva non ci va perché “io lo voglio tenere sopra la mia testa, perché li dentro c’è un teschio di cristallo che quando sarà congiunto agli altri io salverò il mondo e lei vuole metterlo in una stupida stiva, lei non sa chi sono io!”

Una volta presa dallo sconforto dall’ennesimo LEI NON SA CHI SONO IO, ho deciso di scoprire chi fosse. Forse era davvero lì la soluzione dei miei problemi. Se avvessi scoperto chi era allora tutto sarebbe stato più facile!
Presi il microfono.
“Signore e Signori,
qui davanti a me, alla quarta fila, posto C, c’è un signore che sostiene che io non sappia chi lui sia. Se qualcuno dovesse essere in possesso di questa informazione è pregato di contattare la responsabile di cabina, che poi sarei io (per enfatizzare l’importanza delle etichette), grazie per l’attenzione”.
Sì, lo feci davvero e suscitai non poco imbarazzo al tizio in questione, dato che l’aereo portava si e no 30 persone e tutti i presenti a bordo se lo studiarono con curiosità e un velo di imbarazzo, perché in effetti tutti si domandarono “ma chi cavolo è quello li?”

Per me un passeggero può essere ricco o povero.
Famoso o impopolare.
Brutto o bello.
Eterosessuale o gay.
Cristiano o fedele alla teoria degli antichi astronauti.
Chi sono io per giudicare?

Se mi dai rispetto ed educazione, io ti do rispetto ed educazione. Semplice. Se mi sorridi e mi ringrazi, ottieni 1000 cose in più rispetto ad essere maleducato. Chi sei a me non me ne frega niente a meno che tu non voglia raccontarmelo perché vuoi condividere un minuto della tua vita con me e non perché vuoi il privilegio di essere superiore ad altra gente.

Quindi aria gente! Altezzosi dell’umanità se vi piace tanto essere riconosciuti, girate con la carta d’identità incollata in fronte che forse fate meno figuracce. Oppure regalatemi il gioco indovina chi, almeno ci facciamo una partitina.

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Terza cosa che nun se po’ sentì:

I camerieri dei cieli

Olè. Eccola lì, l’affermazione che ogni assistente di volo più o meno ad un certo punto della sua carriera si è sentito infilare in qualche dialogo e da li si è rassegnato a una vita di biscottini e salatini.

“ma voi hostess alla fine fate i camerieri, però in un tubo di metallo!”

Che detta così suona proprio come un bel lavoro di merda.

Immaginate: al posto della cabina di pilotaggio, lo chef e la sua brigata cucinano pranzetti e cenette di alto livello -perché siamo in alta quota-. Ad un certo punto i clienti del ristorante volante iniziano a leggere il menù e voi, i camerieri dei cieli, prendete ordinazioni e abbinate vini. Alla fine sparecchiate i tavoli e portate tutte le stoviglie in stiva dove ci sono gli addetti alle pulizie- gli sguatteri di bordo dei cieli- che con le lavastoviglie collegate alle turbine del velivolo fanno il lavoro sporco.

Ovviamente questo aereo ristorante non ha delle porte che vanno aperte, chiuse e armate per un’eventuale evacuazione.

Ovviamente non vi sono equipaggiamenti d’emergenza perché anche ci fossero voi siete solo camerieri e pertanto non avete idea di come utilizzarli.

Certamente se qualcuno va in arresto cardiaco a voi non importa perché non sapete come fare le manovre del bls correttamente e comunque siete in volo pertanto è inutile chiamare il 118.

Non vi importa che sappiate spegnere un incendio, perché i camerieri si occupano di servire la gente mica di domare le fiamme.

Nessuno vi ha mai chiesto se sapete nuotare, tanto non fa parte del vostro lavoro gestire un ammaraggio!

Quando qualcuno ha paura di volare voi non avete idea di cosa dirgli e al massimo suggerite cosa prendere di contorno, del resto siete camerieri.

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AIUTO! LO CHEF HA BRUCIATO IL POLLO!

Le ali sono riservate ai piloti ma noi siamo il timone dell’aeroplano. Dietro a quel momento dove usciamo dal galley e con il nostro carrello serviamo pasti e bevante c’è un mondo intero. Il servizio di bordo è solo la punta dell’iceberg. La vita delgi assistenti di volo è fatta di molto altro e prima di salire su un aeroplano impariamo a gestire molte cose. Forse dal vivo non le gestiremo mai e nessuno lo può sapere, ma ci siamo fatti davvero un mazzo per arrivare lì.

Ci siamo subiti delle selezioni stressanti che ci hanno spesso fatto perdere soldi e speranze.
Ci siamo fatti un corso dove in poche settimane abbiamo dovuto imparare a spaziare in qualsiasi situazione, dal passeggero che si incazza perché noi “non sappiamo chi lui sia” fino a cosa mangiare nel deserto se ci schiantiamo e aspettiamo i soccorsi.
Ci siamo fatti un culo tanto per indossare l’uniforme e abbiamo lottato con contratti di lavoro stagionali, stipendi da fame e colleghi impazziti (dedicato a un amico che ha colleghi che dialogano da soli con i forni del galley).
Rischiamo ogni giorno la vita sapendo di essere borderline tra campare 100 anni o schiantarci all’improvviso per un errore magari banale.
Ci ammaliamo spesso, diventiamo sordi, sterili e a volte anche diamo i numeri.
Siamo spesso soli in giro per il mondo.
Ma soprattutto sappiamo che voliamo per servire, per fare sentire a proprio agio le persone durante il loro viaggio, per ascoltare lagne anche se noi abbiamo problemi più grossi, per sorridere anche quando ci pestano i piedi. Abbiano coloro che non comprendono questa professione almeno la grazia di capire che la sicurezza in volo è sempre al primo posto e che chiamarci camerieri ci rende un pochino sfiduciati nella nostra missione.

Volevo chiudere dicendo che nessun cameriere è stato maltrattato per questo articolo e che io rispetto tantissimo il lavoro di tutti.

Io sono un’assistente di volo, invece qual è il tuo superpotere?

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta!
Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio.
Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

11 Comments
  1. Di tutto questo pezzo, la frase che più mi piace, e che mi preme di sottolineare, è la penultima, quella sul rispetto. Io, dopo 28 anni di volo, sono sceso dal circo volante con Una sola certezza: Noi assistenti di volo siamo capaci di tante diverse cose. Alcune anche difficili, rischiose, incomprensibili ai più. Ma la più importante di tutte, quella che Meno si trova tra chi non ha mai fatto un giorno il nostro lavoro, è il rispetto per tutti i lavori, per tutte le vite degli altri. Noi, non giudichiamo come se fossimo più interessanti o intelligenti, non invidiamo, non pensiamo di essere migliori. Forse, ci selezionano per questa dote. Forse, a forza di condividere il lavoro spesso umile di altri, impariamo che tutti siamo importanti. Ma di sicuro, passare una vita ad osservare gli abissi di ridicolo nei quali questi Dei scesi magnanimemente sulla terra si infilano, aiuta molto. Buon Volo!

  2. Volevo solo farti i complimenti per l’articolo, mi hai strappato un sorriso. Anni fa, prima di frequentare l’università, ho lavorato qualche mese all’interno di un aeroporto per cui una minima idea del tipo di clientela con cui hai a che fare ce l’ho presente….e che clientela! La verità è che non c’è più rispetto, tutti tendono a sminuire tutti ed elevarsi in una posizione più elevata circa chi si ha di fronte, preferendo i luoghi comuni ad una più utile empatia…ed ecco che se sei avvocato pensi solo a guadagnare sui problemi degli altri, se sei medico si mettono al tuo livello dopo aver letto 5 righe di wikipedia (io lo sono e non immagini con che prepotenza a volte si rivolgono i pazienti a noi) e se sei assistente di volo sei solamente una con un bel sorriso che deve portarti da mangiare per servirti e riverirti…la realtà poi la scoprono nel momento del bisogno ed ecco che non sei più una semplice cameriera ma diventi casualmente qualcuno, come dici tu se un passeggero sta male e va in arresto cardio-circolatorio voglio vedere quanti sanno quali manovre vanno svolte per effettuare una corretta RCP, idem in caso di problemi tecnici dell’aereo.
    D’altra parte però devi ammettere che ti farai un sacco di risate a vedere certi personaggi, chissà quanti ne incontrerai no?
    P.s. non siete camerieri, bensì angeli del cielo! Buon lavoro!

  3. Siete fantastici !!! Tutti e sempre !!! Io personalmente !? Ho sempre avuto una grande ammirazione per la categoria, e…ad essere sincera…avrei voluto anch’io…ma ai miei tempi…non superare il metro e 59 comportava le sue limitazioni. Posso pero’ dire di essere madre orgogliosissima di un assistente di volo.
    Siete i migliori ,non preoccupatevi! E credetemi:IL resto e’ tutta invidia!

    Salutissimi

  4. Ciao,bello il tuo blog,sono un appassionato di mezzi di trasporto con una particolare predilezione per gli aerei. Viaggio spesso e il volo è parte integrante del viaggio stesso, non una perdita di tempo in attesa di atterrare a destinazione.Purtroppo la diceria del vuoto d’aria è dura a morire.Anche da parte mia massimo rispetto per la professione di assistente di volo.

  5. ciao, lavoro in aeroporto e conosco bene il tipo di clientela….purtroppo educazione e rispetto non esistono quasi più nemmeno a terra. Avete tutta la mia stima. Quando volo, con qualsiasi compagnia, dalla più prestigiosa alla low coast, ammiro sempre la professionalità e la gentilezza del personale di bordo e quando sbarco, mi viene sempre automatico dire alla hostess che ti saluta sul portellone arrivederci e grazie di tutto, anche se non ho avuto bisogno di niente!!!! forza e coraggio!!!! quanto meno ci divertiamo con i personaggi più strani e con le richieste a volte veramente assurde (l’ultima di stamattina: Signorina io in aereo devo avere un posto arieggiato!!!)
    ciaoooooo

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