Sono una passeggera antipatica ma

Lo sapevate che sono una passeggera scorbutica?

Non che sia maleducata. Semplicemente non mi piace essere interpellata o riempita di richieste.

Per esempio a volte mi capita di prendere un volo di linea (low cost) per raggiungere il luogo di lavoro.

1- Perché se volete fare questo lavoro, far congiungere la vostra residenza con la vostra base è una specie di congiunzione astrale.

Allora arrivo al check in con le mie All Star rosse e i leggings e lo zainetto e un valigione gigante dove dentro c’è più o meno tutta la mia vita e se me lo perdono posso anche buttarmi in qualche fiume e morire.

“Bagaglio a mano?”

-sì-

“Posso vederlo?”

-eccolo-

“Ha dentro liquidi?”

-no-

“Ha letto la normativa qui?”  mi indica un cartello a4 con scritto cose che ormai potevo avere scritto io.

-sì-

“No dico se le ha lette perchè per la sua sicurezz…”

-Lo so. Sono un’assistente di volo-

“Ah! Oddio! Mi scusi!”

-fa niente si figuri/grazie/buon lavoro/arrivederci/-

Fatto, sto già sudando.

I controlli di sicurezza sono un travaglio e io odio tutti.

Una fila umana che avanza bevendo bottigliette di acqua tenendo in mano giacche/cinture/portatili e guarda fissa il vuoto.

Le domande sono sempre le solite e io faccio sempre BIP BIP. E’ il ferretto del reggiseno. Lo so perchè se faccio BIP BIP scalza con un paio di leggins e la canottiera mentre il mio orologio è nella scatolotta sotto i raggi.. cioè intendiamoci, è quello!

Airport logic

Allora mi toccano e mi “spapuzzano” (come diceva il mio professore di clinica) ovunque. La posizione che assumo è quella del Cristo Redentore di Rio de Janeiro e dentro di me mando a quel paese la povera signora che mi ispeziona.

Come quella volta che io e il mio equipaggio a Lione siamo andati a bordo senza fare i controlli (prego, andate pure!-ci dissero) messo su bagagli, catering, fatto avanti e indietro circa 60 volte, messo carburante , riso e scherzato in compagnia e poi sfiga vuole che io e il comandante rientriamo in ufficio handling a prendere due fogli e.. VOILA’! Ci hanno fatto i controlli. Ma come? Ma perchè fai togliere anche le scarpe al comandante? Ma ci prendi per il culo? Ma non pensi che i piloti hanno in mano l’aereo e se per assurdo volessero potrebbero trasformarlo in una bomba?

does-anyone-else-think-airport-security-is-a-joke

BOH. Lo so, sono scontrosa.

E poi finalmente dopo aver passato controlli, quella specie di bar a Malpensa dopo i controlli dove si mettono tutti a far l’aperitivo (zio pino ma se siete sfigati oh), visto il negozio della Ferrari, quello di Victoria’s Secret dove un cesso di docciaschiuma pieno di parabeni costa 12 Euro (che praticamente è uguale a quello dell’LD solo cambia la confezione) e spruzzato lo Chanel N. 5 gratis al duty free, ecco che galoppando per i verdi corridoi si arriva al gate dei caproni (me compresa eh, fin per carità) che di solito si trovano sottoterra, sottovento, sottotutto, a volte anche in capannoni e mi fa capire quanto in questo mondo tutto sia apparenza. APPARENZA!

Quando chiamano l’imbarco è sempre la stessa scena: code chilometriche e 6 sfigati che comprano il priority boarding tirandosela come se passassero col Carrera quello da 800MILA Euro e a volte fanno perdere anche tempo perché si perdono via bevendo il suddetto prosecchino su al bar dei fighetti e fanno poi impazzire quelli dei COBUS perchè intoppano tutto il processo di arrivo dei passeggeri sottobordo.

Io sto seduta fino all’ultimo e mi gusto la scena. E’ tipico. I veri viaggiatori, lo potete notare, sono gli ultimi che si alzano, gli ultimi a salire sul BUS e sono quelli che si godono la vita. Io amo i veri viaggiatori. Che sono quelli che quando vedono il velivolo lo guardano con occhi compiaciuti e rispettosi.life-quotes-travel-is-the-only-thing-you-buy-that-makes-you-richer

Salendo (dietro) sull’aereo mentre sono in coda sulle scalette (evitiamo di spiegare perchè si forma la coda) quando volo da passeggera è inevitabile un filo di emozione. Mi ricorda quando facevo l’impiegata e volare via da qualche parte era l’unica cosa che mi teneva salda ai miei sogni. Era il mio unico punto fisso nella vita, e per il resto, andavo via con la corrente. Come ho potuto diventare scorbutica negli anni rimane un mistero. La gioia del volo è dentro di me, ma fuori sono certa di avere l’aria seccata.

Specialmente quando salgo a bordo.

L’AV dietro mi saluta e le porgo il “biglietto”-cioè quel rottame di carta stampato il giorno prima dalla mia stampante- e poi guardando il mio zainetto (si ok sembro una cretina lo so, ma mi piace perché non devo tenerlo in mano e tirarlo!) mi dice in inglese: “Per favore poi lo metta sotto il sedile di fronte a lei o nella cappelliera”. Cioè:  sono nel galley appena salita, ho talmente l’abitudine di viverci nel galley che mentre mi parla mi accorgo anche che hanno le box messe senza latch e aperte e che dove non ci sono i trolley dietro il pavimento è tutto sporco e questa mi spiega dove devo mettere il mio zainetto? La mia risposta da passeggera acida esce come un’esplosione di coca cola ed M&M’s:  “Dai, pensavo di metterlo sull’ala.” Ok, forse ho esagerato. Allora aggiungo sorridendo “Scherzavo, mi scusi, sono una collega.” Purser, volevo aggiungere. Ma non ci avrebbe mai creduto penso.  Le All star non mi danno giustizia come le scarpe dell’uniforme.

Quando conquisto il mio piccolo finestrino guardo fuori e li rimango ferma stizzita fino all’atterraggio.  Ma se invece di vivere in un mondo di apparenza vivessimo in un mondo più semplice? Se viaggiare fosse per il puro piacere di viaggiare e ci godessimo il momento? A volte è impossibile. Anzi è impossibile oggi, però io rimango sempre sulla mia strada, e continuo a volare. Perché? Beh solo una cosa: amo volare! Amo gli aerei, l’aviazione, amo il cielo e i suoi colori, amo la velocità e l’altitudine, amo il rombo dei motori, amo passeggiare per la cabina mentre l’aereo vira e l’acqua del bicchiere che ho in mano è perfettamente dritta, lo so che è fisica/ ma sembra magia, io sto in piedi e sotto di me scorrono piante, fiumi, case, persone con le loro vite incasinate, piccole come formiche, perché forse solo formiche siamo in un mondo così grande e nell’infinito universo.


If-you-want-to-fly-you-have-to-give

“Vuole un panino e bibita per soli 6 euro?”

-No- Sono ancora una passeggera acida. Ma dentro di me c’è la pace. Sto volando!

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

2 Comments
  1. Negli ultimi anni mi capita di prendere l’aereo abbastanza spesso e devo dire che mi ritrovo in molte cose che hai scritto; in effetti non capisco tutta questa fretta di mettersi in fila per un posto già assegnato e garantito. Devo riconoscere che si, l’apparenza è una grande trappola da cui molta gente si è fatta catturare e che è strettamente legata al denaro la causa principale dei più grandi problemi dell’umanità.
    Come te anch’io, durante l’imbarco, amo starmene seduto fino all’ultimo e godermi lo spettacolo.

    Un saluto

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