Caro passeggero ti scrivo (per educarti alle norme di sicurezza)

Caro passeggero, 

“Sono qui per la tua sicurezza.”

“Per la sua sicurezza.”

“Per ragioni di sicurezza.”

Che cavolo. Arriverò a sera credendomi una password. 

Eppure sono anni che te lo ripeto ogni santo giorno in ogni santo volo, ma forse inizio a comprendere che vi è un problema di fondo: l’efficacia della comunicazione.

Ed è proprio palese che l’ignoranza si è diffusa anche sul web, perché basta fare un giro su GUGOL e siti vari per apprendere che il 99% delle persone dice “l’assistente di volo è a bordo per il tuo comfort”. Ma dai? Io pensavo che fosse dato dai sedili, il comfort!

Del resto come fartene una colpa? La gente crede in ciò che vede, immagazzina, non riflette. Giustamente mi vedi prendere la coca cola, versartela, darti il panino, il biscottino, la caramellina, la salviettina. Infine ti sorrido amorevolmente quando mi dai in mano la tua spazzatura e io ti dico “grazie!”, e credimi te lo dico di cuore perché così a fine volo non devo andare a raccogliere la tua “monnezza” sotto i sedili e far bella visione del mio culo a tutto l’equipaggio.

“Tanto se cade moriamo tutti!” Spesso te ne esci con questa stupida frase e la rivolgi a me che sono la tua assistente di volo, che si è smazzolata mesi di corso evacuando estinguendo ed sopravviveggiando!  Ecco, mio caro passeggero, smettila di dire queste stupidate. Perché posso farti un lungo elenco di incidenti dove non solo i passeggeri e l’equipaggio si sono salvati, ma gli assistenti di volo hanno svolto il loro VERO lavoro in maniera eccellente, ed in tal proposito invito anche i passeggeri che lavorano nei media a ricordarsi che quando succede ciò, sarebbe carino nominaste anche noi assistenti di volo ogni tanto, oltre ad elogiare i piloti come supereroi.

 

Ci sono poi delle cose che non mi piace che tu faccia. In realtà, ci sono moltissime cose che non mi piace che tu faccia, ma capiamoci, se inizi a suonare il campanello mille volte o ti togli le scarpe e metti i piedi in faccia a quello davanti stai solo facendo una figuraccia, e io ci sono abituata a vedere figuracce in volo (sigh). Quello che non sopporto di te è che VIOLI le NORME SULLA SICUREZZA. Che te ne freghi. Che te ne lavi le mani. Che sembra che possiamo dirtelo a gesti, a voce, col video, in dieci lingue e disegnato coi LEGO ma tu non capisci o peggio fai finta di non capire.

Beh io non ti sopporto più. Però, siccome sono una hostess e sono dotata di santa pazienza, ora provo ad elencarti 5 capitolini dove ti racconto cosa in particolar modo devi piantare di fare, da ORA.

CAPITOLO UNO: IL TELEFONO CELLULARE.

 “Amore, sto partendo ora, sì sì, ti chiamo quando atterro, ecco ora decolliamo!”.

Cioè io te lo dico senza peli sulla lingua: hai rotto le scatole. E tanto per capirci, dopo 3000 piedi il tuo telefono non ha più segnale e consumi batteria perché lui continua a far la ricerca rete.

Mettilo via quell’aggeggio per almeno 5 minuti.

E comunque i piloti si sono stufati di sentire continuamente ZuZuZuZuZuZuuuu in cuffia per colpa del tuo telefonino, non togliendo neppure il fatto che crei problemi all’avionica.

Stacca telefono,via le cuffie, guarda il mondo attraverso i tuoi occhi e non attraverso i post di facebook.

Stai decollando. Sai che significa? Hai sotto il sedere quintali di peso che insieme a te schizzano in cielo. Guarda fuori, non ti sembra un’emozione unica? Lo sai che fino a 110 anni fa la gente se lo sognava di volare? Hai due privilegi in questo momento: sei vivo e puoi volare! Per il telefono hai tutto il tempo che vuoi durante l’attesa al check in – ai controlli – al gate – sul cobus e addirittura a bordo prima di chiudere le porte. 

CAPITOLO DUE: VIETATO FUMARE

Poi, hai rotto anche con le sigarette. Non fare quella faccia delusa, non si può più fumare a bordo da parecchio tempo e sinceramente “ bordo” significa anche in bagno. Un incendio in volo non è una bella cosa. Inoltre fumare in quota ti ammazza. Giramento di testa garantito. A noi da molto fastidio perché sembra che oltre a violare le regole, il passeggero (tu) provi gusto a cercare di fregare la hostess.

Non freghi la hostess ma freghi tutti, in primis te stesso.

L’assistente di volo è davvero preparato per gli incendi. Il corso non dice “prendi l’estintore e spegni il fuoco”, c’è una lunga procedura e per affinarla a terra si  fa pratica con incendi simulati, infine ogni tanto si ripassa al briefing. Tuttavia, non è detto che il fuoco abbia la peggio e magari si può creare il disastro. Per una piccola, stupida, cavolo di sigaretta.

Ah, la maschera che scende sopra la tua testa eroga ossigeno ma non protegge dal fumo (incendio = tanto fumo). Un fazzolettino bagnatino sul nasino e tutti giù per terra è la procedura, sperando caschi il mondo e non l’aeroplano, non ci sono altre cose o aggeggi strani per respirare che appaiono magicamente per te (passeggero).

 Ne so qualcosa di fumo in cabina, mio amico passeggero. Te ne racconto una (anche se per questa volta il problema non è nato per colpa tua).

Una volta facendo deicing e antighiaccio gli addetti hanno sparato la “brodaglia” su una presa d’aria di uno dei pacchi dell’aria condizionata. A 3.000 piedi  (poco dopo il decollo) nel mio piccolo turboelica in piena notte, la “brodaglia” si è trasformata in fumo ed è entrata nella cabina passeggeri. E’ entrata con violenza. Ha riempito la cabina in 10 secondi facendo scendere una tale nebbia da non vedere le lucine sopra di me. Ero stata informata di questa probabilità dai piloti ma un conto è se lo dicono, un altro è viverlo. Praticamente un tubo di metallo in volo pieno di fumo di notte ed io, la hostess (l’unica) del volo: cerca di immaginarti la scena. L’odore era un misto tra aerosol con antibiotico e il fumo delle giostre. Entrava in gola e graffiava come un gatto arrabbiato. Niente via di fuga, niente da fare se non aspettare che passasse e fare un annuncio (che non ho letto, al diavolo non vedevo nulla,  ma ho parlato spiegando con calma la situazione). I passeggeri? Sono saltati come canguri, finché ho potuto vederli. Alla fine come previsto tutto cessò nel giro di pochi minuti, difatti non fu un’emergenza ma diede pienamente l’idea di come ci si possa sentire vivendola.

CAPITOLO TRE: LE USCITE DI EMERGENZA

Le uscite di sicurezza sono ritenute più appetibili perché consentono di distendere le gambe e sentirsi meno schiacciati. Non è per fare discriminazione ma certe categorie di persone non possono accomodarsi li, ed il motivo è semplice: in caso di evacuazione saranno loro a dover aprire l’uscita e capite che se vi si trova un anziano o peggio un bambino, la cosa diventa difficile. Per gli obesi la questione è diversa: loro non ci passano da quella uscita, è troppo piccola. Dovranno usare un’uscita più grande, cioè quelle dove sono sedute solitamente gli assistenti di volo.

Lo stesso divieto include persone con handicap. Ripeto e intendo divulgare il verbo: non è discriminazione, è per sicurezza.

Ed è vietato fare le scimmietta attaccata alla maniglia di suddette uscite: a terra se tiri si sganciano, sono fatte apposta. Per rimontarle legalmente occorre il tecnico, che magari in quel momento è a pranzo e per venire a richiudere la porta vi manderà non poche maledizioni.

 CAPITOLO QUATTRO: LA COMUNICAZIONE

Vorrei che parlassi! Non dico con gli altri passeggeri, quello lo fai fin troppo spesso. Intendo, non avere paura di apparire stupido: se noti qualcosa che a tuo parere non ti è famigliare, chiedi a me! Io potrò rassicurarti oppure prendere coscienza che effettivamente quella cosa non dovrebbe essere così e avvisare immediatamente la cabina di pilotaggio. Inoltre, fai la spia se noti comportamenti poco adeguati in altri passeggeri che possano compromettere il buon andamento del volo (quindi la sicurezza). Le puzzette degli altri passeggeri non sono incluse in questo elenco.

CAPITOLO CINQUE: L’ATTERRAGGIO

E ora.. il gran finale! L’atterraggio. So di averlo già detto però la cosa non è divenuta virale, quindi ci riprovo: non alzarti appena l’aereo tocca terra. Ti prego. Ti supplico. Cioè io non so più come dirtelo. Davvero, ma dove pensi di andare porcaccia la miseria? E se cadi perché l’aereo frena, ti fai male e peggio baci la moquette (che schifo!) Oltretutto se accade qualcosa in quel momento, mi intralci il passaggio, pensa ad esempio se qualcuno sta male: impossibile per l’assistente di volo raggiungerlo tempestivamente. Oppure bisogna per qualsiasi motivo improvviso evacuare: ci saranno già tutte le valigie in mezzo alle scatole, bel casino.

So di essere stata fredda e antipatica nei tuoi confronti, ma questo è un rimprovero che vuole essere (nella sua leggera ironia) un messaggio serio e mi auguro di cuore tu lo possa condividere con un altro passeggero.

Rispetta il cielo, il volo, la vita e le persone che lavorano per te, vivi pretendendo educazione e donando educazione, fai del RISPETTO un tuo valore di vita. Anche se ormai il volo è diventato (per te) solo un modo di spostarsi ed ha perso il suo charme ricorda che è un bellissimo privilegio, e che è imperativo rispettare tutte le norme per poterlo fare in sicurezza.

In fondo, ti voglio bene passeggero.

A presto,la tua assistente di volo.

 

maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

1 Comment
  1. L’ha ribloggato su Lavita è come una valigiae ha commentato:
    Scusate se vi spammo il blog con cose che non rientrano proprio nell’ambito di questa pagina, ma voglio che questo messaggio arrivi a più persone possibili.
    Questo articolo è per tutti quelli che ancora non hanno capito che un tubo di alluminio con le ali, carico di carburante, pressurizzato e che per qualche strana magia vola a 10.000 m da terra (a.k.a. aereo) è una cosa seria! Ascoltate sempre le assistenti di volo perché si sono fatte un mazzo tanto per stare lì a farvi vedere le uscite di sicurezza e fare strani gesti con le mani che puntualmente vengono ignorati perché tanto l’ho visto 100 volte.. (Ogni aereo è diverso quindi è meglio sempre stare attenti!).
    Il loro compito non è solo servirvi il caffè e farvi cordiali sorrisi quando le chiedete informazioni, ma prima di tutto sono lì salvarvi la vita nel caso (speriamo MAI!) qualcosa vada storto.
    Lettura vivamente consigliata cari lettori.

    A presto!

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