Che assistente di volo sei?

Nella mia carriera (di alti e bassi -parlo dei modelli di aereo su cui ho lavorato) come molti di voi ho avuto modo di incontrare una miriade di colleghi. Ce ne sono davvero per tutti i gusti, perché siamo deliziosamente esseri umani e anche se nella collettività si pensa all’assistente di volo come un essere perfetto, di sicuro non lo è (anche se ci siamo lavorando!).

Di seguito un elenco strampalato che vuole raccogliere in macro categorie gli assistenti di volo moderni.

Si, è in CHIAVE IRONICA, nessuno vuole offendere nessuno. Enjoy!

IL GRANDE CLASSICO: la COCKPIT QUEEN. 

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 Inizia la sua carriera a 20 anni e la prosegue finché il suo corpo le consente di volare. Che cosa vorrà davvero nella vita? Incontrare il pilota giusto? Incontrare il giusto marito? Incontrare il giusto marito già sposato con un’altra? Oppure semplicemente è affascinata dal pilotaggio. Di sicuro se c’è un’emergenza lei sa fare atterrare anche un 747, con tutto il tempo che passa in COCKPIT! Per lei l’aeroplano finisce dopo la porta della cabina di pilotaggio. Di per sè è un essere innocuo e non fastidioso, al punto da non avvertire la sua presenza a bordo. Soprattutto quando si sta facendo il servizio e ci sono 300 iene in cabina da servire:  lei magicamente, non c’è!  Molto più interessante imparare l’uso della manetta e dell’FMS, oppure guardare il panorama fuori.

Non sei una cockpit queen se ogni tanto te la spassi 10 minuti in cabina di pilotaggio, ovvero l’unico luogo di pace in un volo di lungo raggio. I piloti gradiscono ricevere una visita e a noi piace riposare un pò senza che nessuno venga li e ti dica: ACQUA! CUSCINO! DOVE SIAMO!

 LA SIGNORINA PERFETTINI

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Praticamente il manuale commerciale lo ha scritto lei.

Prepara il servizio in maniera impeccabile, mette la carta igienica a cascata, pulisce e igienizza tutti gli angoli del galley ogni volta che finisce il servizio. E’ un valido aiuto dal punto di vista organizzativo e lavorativo, ma attenzione: lei deve avere il contollo su tutto e questo include anche te, che vieni preso di mira con frasi del tipo: “Ti si sta allentando il bottone della giacca!” “Guarda che le tue scarpe non sono abbastanza lucide.” “Ora ti SPIEGO come fare.”

Quando non sa più cosa dirti e l’area di lavoro sembra un aereo appena uscito nuovo dalla fabbrica, allora inizia ad esercitare il suo potere sui passeggeri:

“Chiuda il tavolino!” “La borsa qui signora, NO! Queste sono USCITE DI EMERGENZA!” “Ora le spiego: io sono qui per la sua SICUREZZA (segue monologo di 20 minuti sul ruolo dell’AV).”

Nella sua valigia puoi trovare il manuale commerciale tutto sottolineato con cura e con le revisioni puntualmente inserite, ha sempre almeno 3 paia di collant di scorta (anche per le colleghe, che non sono abbastanza intelligenti da portarsele!),  ha trovato nella carriera da navigante il suo angolo di potere nella vita, che probabilmente una volta scesa dall’aeroplano si rivela molto piatta.

Non sei una signorina so-tutto-io se ti piace svolgere il tuo lavoro con cura e passione, facendolo per te stessa e per il crew con cui COLLABORI senza importi.

MISS MAJOR COMPANY

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E’ una donna circa sulla quarantina  ma porta benissimo i suoi anni dimostrandone 10 in meno. Ha girato il mondo e lavorato nelle più prestigiose compagnie aeree, parla 7 lingue e se la metti a lavorare insieme alla signorina Perfettini  si può creare un caso di AIR RAGE, perché si odiano a pelle. Miss Major Company ama il gossip perchè la sua cultura arriva massimo a NOVELLA 2000 e adora ricordarti ogni 5 minuti che la compagnia per cui lavorate fa schifo mentre dov’era prima era bellissimo. Allora prima che tu possa domandarti “e perché non ci sei rimasta se ti piaceva tanto”, lei inizia una raffica di frasi di questo genere:

“Questo aereo fa schifo.” “Il crew meal fa schifo.” “Oh ma che cazzo di turni mi hanno dato? L’OCC fa schifo.” “Una volta andavo alle Maldive ogni mese quando lavoravo nelle Major Company, ora invece vado a Napoli e mi fa schifo.” “Ti piace la mia borsa nuova di Gucci? A me fa schifo, ma con questo stipendio DA FAME, posso ormai permettermi solo questo!”

Ovviamente è single e le piace passare il tempo in cabina passeggeri (soprattutto quando è un volo di  linea), perché lì potrebbe trovare “quello giusto” (magari imprenditore con una FABBRICHETTA a Milano).

Questo tipo di assistente di volo si rivela di intralcio a bordo ed emana una raffica di energie negative tale da spazzare via anche le radiazioni cosmiche di fondo, ma ha una utilità durante la sosta:  lo SHOPPING! E’ molto brava a suggerirti con onestà cosa ti sta bene e cosa è in voga per la stagione 2015 e 2016  e anche 2017. L’importante è prenderla a piccole dosi.

In valigia ha 6 creme di CHANEL, scarpe tacco 12 e un libro di Gandhi che non leggerà mai.

Non sei una Miss major company se hai 40 anni, sei single e ti godi la vita volando e viaggiando senza far pesare a tutti ogni secondo che il mondo è una merda e tu sei un diamante raro (finto a 6 CAROTE).

MISS PARTY GIRL

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Lei vive per il layover! Oltre a volare fa la PR per il Coco Bongo a Cancun, conosce ogni locale alla moda in 5 continenti diversi e  adora godersi la vita!

L’aereo non costituisce un problema, la party girl  è capace di passare tutta la notte fuori e alle 5 presentarsi al briefing in uniforme perfettamente riposata.

E’ una ragazza giovane sulla ventina che ha provato a studiare un paio d’anni ma ha capito che non faceva per lei e voleva qualcosa di più dalla vita.  Il suo momento preferito in volo è il servizio aperitivo a cui partecipa elargendo sorrisi  spumante e noccioline,  oppure la puoi trovare nel galley a ballare con  la più scadente boarding music.

A bordo è piacevole e va d’accordo con tutti, però non ha la più pallida idea di come gestire un aeroplano, a dire il vero nemmeno si ricorda come ci è finita su quell’aeroplano! Del resto, chissenefrega, lei ha la mente già proiettata a terra e sia chiaro:  l’aereo serve solo per spostarsi!

Nella sua valigia puoi trovare alcolici rari d’importazione, un sombrero, le havaianas, il pareo preso in Africa, il CD degli LMFAO, la maglietta con scritto KEEP CALM & ENJOY!

Non sei una vera miss party girl se esci la sera con l’equipaggio ma poi rientri almeno 6 ore prima della sveglia e se non ti sei mai vergognosamente ubriacata in qualche sosta e dimenticata tutto, anche quel  momento in cui palpeggiavi il sedere del comandante!

IL GALLEYSTA

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un omaggio al mitico chef Bruno Barbieri!

Riconosciuto  inizialmente dal colore paonazzo che ha in viso, mera conseguenza della vicinanza al calore dei forni, il galleysta è un uomo e ci tiene a precisarlo: lui ha una fidanzata e non tutti gli assistenti di volo del mondo sono gay, e che diamine! Difatti quando si passa in aeroporto lui non vuole rischiare di farsi scambiare per “uno dei tanti” e quindi cammina davanti insieme ai piloti, fateci caso. Ogni occasione è buona per farti vedere la foto del cane che lui e la sua COMPAGNA hanno scelto o la foto della sua MOGLIE in dolce attesa.

Il galleysta non sa che cavolo sta succedendo fuori dal galley, lui ha dei precisi calcoli fatti prima del decollo e nessuno deve disturbare il suo lavoro. E’ in grado di scaldare e mettere nei carrelli 300 pasti in 25 minuti, dispone le griglie a raffreddare con una mano mentre con l’altra inforna 500 panini surgelati e proietta avanti la sua mente per stappare le bottiglie di vino facendo un calcolo statistico di quanto alcool verrà consumato a seconda della destinazione del volo.

A volte non lo trovi e poi scopri che è con la testa dentro ad un carrello perchè non gli tornano i conti, oppure è andato in cockpit a prendere l’ascia per staccare l’enorme blocco di ghiaccio che l’azienda di catering spaccia alle compagnie aeree come ghiaccio in cubetti (ammassati piacevolmente tra di loro).

Quando è tutto pronto chiama i colleghi e coordina una danza misteriosa ai non del settore, che porterà a sfamare i passeggeri in poco meno di un’ora, e si riterrà soddisfatto solo se tutto andrà come deve andare.

Può eventualmente non trovarsi bene con la signorina Perfettini, perché LEI saprà anche a memoria il suo caspita di manuale commerciale, ma lui conosce un metodo migliore a quello STANDARD.  In cambio la signorina perfettini avrà modo di bacchettarlo appena lo troverà a svuotare il vino rosso che avanza in atterraggio dentro il water che lei ha appena pulito ed igienizzato!

Nella sua valigia puoi trovare un kit di manopole di stoffa per maneggiare al meglio i pasti, set di pinze per pane e ghiaccio, apribottiglie, grembiule di ricambio.

Durante le soste è una persona pacifica e di buona compagnia, ama cenare nei ristorantini tipici e preferisce ascoltare anziché parlare. Tuttavia ama trascorrere la maggior parte del suo tempo con i piloti, che riconosce come i suoi veri compagni di squadra, con cui può liberamente parlare di motori, calcio e donne!

Non puoi considerarti un vero galleysta se non hai almeno una decina di scottature sulla mano e se ti piace fare il servizio in cabina!

LA VIAGGIATRICE ZEN

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Ha volato tanti di quegli anni e visto così tanti di quei posti, però  il suo cuore si è fermato in qualche orfanotrofio in Africa o alla barriera corallina ai Caraibi. Ha una vasta cultura e la pace nel cuore.

La riconosci perché è lì sull’aereo con te ma ha lo sguardo assente ed è l’unica che nel caso di un enorme ritardo non subisce il nervosismo dei passeggeri: a lei rimbalza via tutto!

Ha lasciato da giovane il suo paesino inutile e piuttosto di andare a catechismo da piccola si attaccava alla gamba del tavolo gridando “sono una farfalla, lasciatemi volare via!”

Poi un giorno ha saputo degli assistenti di volo ed è partita.

In realtà non le piace il mondo dell’aviazione, detesta dover sorridere anche davanti alle teste di cazzo, disprezza la parola STANDARD e se ha il ruolo di capocabina stai sicuro che è amata da tutti perché a lei non importa compilare gli statini e giudicare o fare da supervisore isterico per poi riportare tutto ai grandi capi, ma pretende solo il rispetto e il buon andamento delle cose.

Non mangia niente di ciò che trova a bordo e durante i lunghi voli ti scrive la ricetta dell’hummus o ti spiega come fare dei perfetti muffins vegani. Crede fermamente nella jumpseat therapy e con lei può nascere una vera e profonda amicizia.

Quando arriva in sosta spesso si dissocia dal gruppo perché negli anni ha imparato a stare bene da sola ed assecondare ogni suo desiderio della mente, iniziando dalla scrittura e alla meditazione o all’esplorazione in solitaria della giungla alla ricerca di qualche popolazione nativa.

Nella sua valigia puoi trovare pennarelli e penne da regalare ai bimbi africani, il libro di Ghandi che ha già letto tre volte trovandolo così bello da averne regalato una copia alla collega major company (sperando possa aprirle la mente), un quarzo rosa che emana buone energie, un vestitino a fiori preso al mercato e una foto del suo gatto.

Non sei una vera viaggiatrice zen se sei vegetariana per moda e se non hai almeno una volta desiderato ardentemente toglierti quelle scarpe col tacco per metterti dei comodi sandali in cuoio!

E tu, mio caro lettore, che colleghi hai incontrato nella tua carriera? Lascia un commento e condividi l’articolo con i tuoi compagni di viaggio!

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta!
Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio.
Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

11 Comments
  1. Ho volato poco, ma per quello che ho visto da fuori, mi sembrano quasi tutte la “signora perfettini”, anche se qualche “miss major company” non è passata inosservata..ora però sarei curioso di sapere in che categoria si riconosce l’autrice dell’articolo…

  2. Complimenti!
    nen scritto, divertente e assolutamente realistico! A completamento del tutto, ecco un articolo che ho scritto pensando all’abbigliamento “da sosta”…
    La Ballerina

    La scarpa modello “Ballerina è un eccezionale esempio di capacità sfigurativa basata su un ossimoro: la scomodità comoda. Se pensiamo ai princìpi ispiratori della calzatura in questione, ne capiremo facilmente il perchè: le danzatrici di balletto classico le indossano, ma non certo per la comodità, al contrario per rimanere faticosamente leggiadre sulle punte. Ora, nella perversa mente del proprio ideatore, la “ballerina” da passeggio, senza suola nè tacco, dovrebbe ricordare la leggerezza del corpo di ballo del Bolshoy, ma ahimè il risultato é diametralmente opposto. La calzatura indossata senza lo sforzo di stare sulle punte ( azione egregiamente supportata dalle tipiche scarpe tacco 12), produce un appiattimento della postura, evidenziando caviglie e polpacci e dando alla figura femminile l’aspetto di un supplí. Se desiderate una serata all’insegna dell’anonimato, della solitudine trascorsa nel generale disinteresse nella vostra persona, non esitate ad acquistarne uno stock ( la vastissima produzione non deluderà i palati più esigenti, con fiocchetti, brillantini, laccetti e audaci pendagli sempre disponibili in ogni stagione – le Grandi Firme ne producono ogni anno facendole indossare alle loro modelle, alte in media 185 cm – tenete questo aspetto in grande considerazione prima di cimentarvi nell’acquisto – ). Anche questo capo di abbigliamento, al pari del pantalone “alla turca” e il rivoltante “gambaletto”, non deve mancare nel guardaroba della navigante.”

    IL Gambaletto

    “Il gambaletto (pedalinus horribilis) non deve mai mancare nel guadaroba della assisente di volo ” a la mode”, un complememto indispensabile per le serate tristi in compagnia dei collleghi. L’articolo consiste fondamentalmente in una graziosa calza ( da tre a trecento denari, a seconda della circolazione sanguigna che si desidera interrompere), tagliata strategicamente all’altezza del ginocchio. Inizialmente disegnati per essere indossati con un pantalone elegante e dare la (falsa) impressione di una sensuale autoreggente, sono diventati popolari calzati anche con una goffa gonna a palloncino o un colorato kilt plissettato. Nonostante prestigiosi periodici come Vanity Fair li propongano come una eccitante novità da indossare tutto l’anno, si devono registrare pochissimi, se non inesistenti, gradimenti da parte del genere maschile, il quale, ancora legato a obsoleti clichè, si ostina a considerarli dei formidabili inibitori del desiderio sessuale. Non indugiare sulla scelta dei colori: giallo itterico, verde stagno e l’intramontabile “carne” daranno al vostro guardaroba il tocco di prestigio che mancava”.
    Sad & Lonely Planet Aircrew Style
    https://www.facebook.com/pages/Sad-Lonely-Planet/531755016958835?ref=ts&fref=ts

  3. dimenticavo:Il Vestito “da sosta”

    “il vestito da sosta, comodo e pratico, deve assolvere a due compiti fondamentali: la bruttezza e la facilità di stivaggio nella valigia. Giammai si portino abiti che mettano in evidenza le curve o esaltino la femminilità! Tali pregi sono avallo dei più consoni e appropriati abiti da franchigia in (aero)porto, utilizzabili con successo nei locali notturni dei dintorni insubrici. Per la tradizionale sosta con i colleghi una blusa sformata, un pantalone sgualcito ed una scarpa rigorosamente squallida andranno benissimo per rattristare cene e dopocena con i compagni di lavoro” da “Vestire appropriato – come scoraggiare o incoraggiare uomini nel mondo

    “Il pantalone da Derviscio (o “alla turca” o “alla mammalucca”):

    Il pantalone “alla turca” non deve mancare nel guardaroba della Assistente di volo attenta ai dettami della moda. Il capo d’abbgliamento, consistente in un elaborato pantalone stretto alle caviglie, ma ingiustificatamente ampio sul cavallo e sui fianchi, assolve a due importanti ma difficili compiti: deformare la figura femminile, svilendone le forme ed evidenziando i difetti (accorciando le gambe ed esaltando un abbondante fondoschiena) e contemporaneamente sviare sguardi indiscreti dei colleghi di sesso maschile che, secondo la corrente di pensiero denominata “Goretti-, sarebbero sempre pronti ad attentare alle virtù della donna volante angelicata e agli ideali di purezza tanto cari al dolce stilnovo aeronautico. Il perfetto abbinamento si completa con una maglietta, possibilmente sformata e di colore insensato (carne, marroncino diarrea o verde lichene). La calzatura ideale si materializza in un modello semplice di Havaianas o, nel caso di climi più rigidi, una scarpa ginnica dai colori sgargianti. Per finire, una arguta conversazione sulla crudeltà dell’ufficio turni, la scarsa capacità professionale delle/dei colleghe/i appena assunte/i o un interminabile racconto riguardante un volo segnato da innumerevoli problematiche di carattrere operativo, darà lo slancio finale ad una serata indimenticabile.”

  4. dimenticavo:

    Il Vestito “da sosta”

    “il vestito da sosta, comodo e pratico, deve assolvere a due compiti fondamentali: la bruttezza e la facilità di stivaggio nella valigia. Giammai si portino abiti che mettano in evidenza le curve o esaltino la femminilità! Tali pregi sono avallo dei più consoni e appropriati abiti da franchigia in (aero)porto, utilizzabili con successo nei locali notturni dei dintorni insubrici. Per la tradizionale sosta con i colleghi una blusa sformata, un pantalone sgualcito ed una scarpa rigorosamente squallida andranno benissimo per rattristare cene e dopocena con i compagni di lavoro”

    “Il pantalone da Derviscio (o “alla turca” o “alla mammalucca”):

    Il pantalone “alla turca” non deve mancare nel guardaroba della Assistente di Volo attenta ai dettami della moda. Il capo d’abbgliamento, consistente in un elaborato pantalone stretto alle caviglie, ma ingiustificatamente ampio sul cavallo e sui fianchi, assolve a due importanti ma difficili compiti: deformare la figura femminile, svilendone le forme ed evidenziando i difetti (accorciando le gambe ed esaltando un abbondante fondoschiena) e contemporaneamente sviare sguardi indiscreti dei colleghi di sesso maschile che, secondo la corrente di pensiero denominata “Goretti-Carfagna”, sarebbero sempre pronti ad attentare alle virtù della donna volante angelicata e agli ideali di purezza tanto cari al dolce stilnovo aeronautico. Il perfetto abbinamento si completa con una maglietta, possibilmente sformata e di colore insensato (carne, marroncino diarrea o verde lichene). La calzatura ideale si materializza in un modello semplice di Havaianas o, nel caso di climi più rigidi, una scarpa ginnica dai colori sgargianti. Per finire, una arguta conversazione sulla crudeltà dell’ufficio turni, la scarsa capacità professionale delle/dei colleghe/i appena assunte/i o un interminabile racconto riguardante un volo segnato da innumerevoli problematiche di carattere operativo, darà lo slancio finale ad una serata indimenticabile.”

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