perdere il lavoro, da hostess a ho-stress!

“Le circostanze possono non essere di tuo gradimento, ma non resteranno tali se concepisci un ideale e lotti per raggiungerlo.” (James Allen)

Diciamocelo senza tanti giri di parole: perdere il lavoro è un’esperienza negativa. Molto negativa.

Mi viene da notare che ha delle somiglianze con la fine di una relazione d’amore dove l’amica di turno, asciugandoti le lacrime, ti dice: “guarda il lato positivo! Ora sei libera, sei single!”

“ma vaffanculo” è l’unica risposta ragionata che ti viene in mente.

Perché tu, che hai perso il lavoro, non volevi essere “libero”, a te andava benissimo così!

Ma questi anni, diciamo anche questo senza peli sulla lingua, sono stati un massacro: contratti a termine, cassa integrazione, fallimenti.

E dove le compagnie aeree morivano sotto i loro debiti, subentravano le altre che con contratti della fame ti proponevano di far parte del loro mondo e volare sui loro aeroplani. Niente di male se hai 20 anni e 0 ore di volo all’attivo!

Ma molti di noi non hanno più 20 anni e si sono fatti una famiglia o hanno un mutuo o comunque, dopo anni di volato si sentono proporre contratti da 800 euro al mese per sei mesi diviso quattro voli al giorno uguale poi nemmeno te lo rinnovo. E magari nel giro di poco nemmeno ci saranno queste possibilità.

Smettiamo di volare? Ma io penso proprio di no. Gli aerei ci sono e la gente ne ha ancora bisogno! E possiamo valutare che non esiste solo l’Italia dove chiedere un contratto.

Appena perso il lavoro subentra la stanchezza mentale. Devi ancora mandare giù il rospo e mentre sei li fermo a realizzare cosa ti sta accadendo, arrivano le frasi che a mio parere sono le più temute per uno che è appena stato lasciato a piedi dalla propria azienda.

ELENCO DI FRASI CHE FANNO ARRABBIARE IL NEO DISOCCUPATO NAVIGANTE

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-E’ ora che ti trovi un lavoro normale!- Ma scusate. Che cavolo è un lavoro normale? C’è una qualifica in busta paga? Tipo che ne so, impiegato 4* livello, normale. Eppure c’è chi lo dice! Quando sei sotto contratto e lavori ti invidiano l’abbronzatura presa ai Caraibi sotto Natale ma appena sei a casa senza lavoro ti trasformi in“un sognatore, forse dovresti mettere la testa a posto”.

-Te l’avevo detto!- La stessa persona che pronuncia la seguente frase è la stessa che ogni sera davanti al tg dice: “se andassi io a governare raddrizzerei l’Italia in una settimana.” Certo. Come no. E ho visto appena ora passare Ciuchino fuori dalla finestra che ti saluta.

-Ma ora ti danno i soldi che ti spettano? Informati bene!- Certo che mi informo. Il mio cervello funziona al di la delle standard procedures, e già sto facendo del mio meglio per essere tutelato.

-So che cercano alla (inserire nome di compagnia aerea a caso)- Direi una frase geniale che si auto commenta. Viene pronunciata solitamente da chi di aerei ci capisce quanto io ci capisco di che ne so, carpenteria.

Quando si hanno sentito tutte queste sentenze, forse  è il caso di “capire che non potete essere capiti”. Accettatelo. Solo chi ha “le ali” può prestarvi un ascolto comprensivo. Affidatevi alle vostre amicizie alate. Rispettate chi non vi comprende anche se fa parte della vostra famiglia: per chi non vola è assurdo quello che state dicendo e per voi è come parlare a un muro, in cemento armato.

E’ una partita che non ha vincitori, meglio nemmeno iniziarla.

Io che ho le ali e che ho passato il calvario già due volte penso che la prima cosa da fare sia fermarsi un attimo a pensare. Il mondo corre veloce e forse è arrivato il nostro momento zen, dove dobbiamo un attimo fermarci e riflettere.

Riprendo in mano la storia della fine della relazione d’amore: chi è che appena lasciato, inizia una nuova relazione il giorno dopo? Nessuno. Vi è un tempo che intercorre, e tale dovrebbe essere anche in questa situazione.

Lo so, vi è l’ansia economica! Ma cercare lavoro già dal giorno dopo può essere distruttivo.

Cosa c’è di peggio di andare a un colloquio in pessimo stato?

Meglio (se vi è la possibilità) usufruire della disoccupazione o di qualsiasi sussidio economico da cui potete momentaneamente attingere. Tfr, fondo di garanzia o cassa integrazione. O accettare un lavoretto temporaneo, se avete la “fortuna” di reperirne uno.

Ammetto che è stato psicologicamente difficile ma anni fa l’ho fatto. Sei mesi a fare un lavoretto che con gli aerei non centrava un accidente. Era talmente massacrante che avrei giurato di vedere le lancette dell’orologio che tornavano indietro durante le otto ore di calvario quotidiano. Alla fine però ho portato a casa un piccolo tesoretto e ho ricaricato le energie. E poi che crediate nelle favole o no, finito quello sono tornata a volare.

Riducete provvisoriamente le spese inutili. Fa schifo lo so. Io l’ho vissuto in modo estremo e vi posso garantire che potete scorgere un lato positivo anche in questo.

Quando il fallimento della mia azienda per cui volavo mi ha messo alle strette negli ultimi mesi senza darmi lo stipendio, ho rinunciato a tutto. Ho smesso di usare l’auto e ho imparato a camminare. Ho camminato tanto. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose della vita. Non è un luogo comune, fidatevi perché io detesto i luoghi comuni.

Ma la cosa più importante è stata che disfacendomi di ogni extra, ho riscoperto la mia vera essenza. Ho aggiustato ciò che negli anni volando avevo rotto o dimenticato o archiviato.

Credo che chi perda il lavoro guadagni fondamentalmente una cosa importante: l’esperienza. Usatela. E’ il vostro valore aggiunto. Anni fa cosa avreste detto ad un colloquio?

“Voglio fare la hostess perché amo viaggiare e stare a contatto con la gente.”

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Ditemi ora quante volte avete sentito questa stupida frase durante le selezioni.

Cosa direste oggi? Dove andreste? Prendetevi il vostro tempo e pensate.

Datevi delle priorità e guardate quale compagnia fa al caso vostro, non il contrario!

Quando avrete capito dove sognate di andare sarà passato del tempo e la vostra passione avrà il sopravvento sul lutto che avete dovuto elaborare e sarete pronti ad andare avanti.

Se il vostro destino è volare e lo sentite dentro, aiutate la vostra vita a incanalare i sogni nella giusta direzione.

Ricordate che è la vostra azienda che è fallita, non voi.  Voi continuate a valere lo stesso uguale. E potete anche approfittarne per migliorarvi.

Oggi guardo un trofeo che si è distrutto. Avete presente il tesserino azzurro del SASN? Lo danno solo a chi ha il contratto indeterminato. Io lo avevo ottenuto. La mia busta paga diceva indeterminato, senior AV, capocabina. Oggi quella busta paga è rimasta un ricordo.

C’è chi lo chiama nodo alla gola, chi si incazza, chi sente di non poter affrontare la cosa. Sarò pazza ma io in questo gran casino vedo un’opportunità.

Io non faccio l’assistente di volo, io sono un’assistente di volo.

Per tutta la vita.

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maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

8 Comments
  1. Mi permetto di ribloggarlo… io non ho le ali, non le ho mai avute e non le avrò mai (ahimè!), ma ti assicuro che l’essenza del tuo discorso vale anche per il mio settore. E fa venire i brividi per le somiglianze! Forse vale un po’ per tutti i settori… Ad ogni modo, bellissimo post 🙂

  2. se non avessi visto il cielo dietro a questo meraviglioso post, potrei dire di averlo scritto io. Che ho lavorato 8 anni nel turismo prima di ricevere il poco metaforico molto fisico calcio nel “didie”.. e quindi come ti capisco…….. tieni duro che alla fine avrai ragione di tutto questo, ma soprattutto dei tanti saputelli che incontri! (Di cui ho ampiamente scritto nel blog aperto da quando sono… giovanecarinaedisoccupata(.wpress)!

    1. Ciao Rebecca! Come in tutti i lavori , basta aprire la procedura di malattia presso un medico. La differenza sta poi nel richiuderla e riottenere l’idoneita al volo, che va richiesta presentandosi da un medico sasn. 🙂 quindi si, ci si puo rifiutare semplicimente con questa procedura. E’ ovvio che vi deve essere un motivo vero. Non ci si puo altrimenti rifiutare. Spero di averti spiegato bene! Un abbraccio

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