Diventare pilota d'aereo: roba seria! Guida alle licenze

“Se, parlando tra amici, vi dicono che avete la testa fra le nuvole, non fate la figura a metà: andateci anche col resto del corpo.” CIT

Più o meno tutti in una determinata fase dell’infanzia o adolescenza hanno sognato, immaginato, desiderato di essere ai comandi di un velivolo (chi non ha mai immaginato anche per un secondo di essere Maverick nel film TOP GUN?), ma solo un irrisoria percentuale crescendo persevera questa idea, cercando di tramutarla chi in una passione da diporto e chi in una vera e propria professione.

Darei il via a questo percorso a tratti un po’ complesso fatto di regole, requisiti e normative, suddividendolo immediatamente in due ben distinti gruppi, il Pilota Civile ed quello Militare. Tutti e due conseguono la qualifica di Pilota ma operano con scopi, mezzi e ambienti differenti, hanno però in comune oltre alla qualifica anche la “salute”, difatti per poter essere ammessi a frequentare un corso di pilotaggio, i candidati devono sottoporsi a delle visite mediche presso dei centri dell’Aeronautica Militare Italiana (attualmente si trovano solo a Milano e Roma) ed ottenere il “Certificato di Idoneità” di prima o seconda classe in funzione della tipologia di licenza che si andrà a “conquistare”.

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Ora entriamo più nel dettaglio analizzando per prima l’ambiente Civile di questa attività. In Italia l’autorità preposta alla certificazione, vigilanza e regolamentazione, per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), anche se molte competenze sono state e progressivamente verranno trasferite all’EASA (European Aviation Safety Agency) organo di controllo del settore aeronautico dell’Unione europea.

PPL

L’ENAC rilascia tre tipi di licenze, la prima (più semplice ed economica) di pilota privato (PPL), abilita a condurre un aereo con soli passeggeri non paganti o comunque senza alcuna forma di remunerazione. Per iscriversi a una scuola di volo (ATO) il candidato deve aver compiuto almeno 16 anni e deve ottenere come minimo il certificato di idoneità di seconda classe.

Dopo l’iscrizione, il futuro pilota deve aver compiuto almeno il diciassettesimo anno di età per poter essere presentato all’esame finale di volo dopo aver svolto in maniera positiva sia il corso teorico (avente un esame dedicato) che pratico con e senza istruttore. Mediamente i tempi per il conseguimento di questa licenza si aggirano intorno ai 6 mesi, ma molto dipende della scuola, dal tempo meteorologico e dalla disponibilità del candidato stesso.

La PPL superato l’esame ministeriale finale, ci consente di poter pilotare velivoli monomotori a pistoni secondo le regole del volo a vista, ma può essere “accessoriata” con varie abilitazioni, che consentono per esempio di pilotare aerei multi-motore a pistoni (MEP), motore turbocompresso, carrello retrattile, elica a passo variabile, carrello biciclo, idrovolanti, biplani, volo a vista (VFR) notturno, volo strumentale (IFR) e altro ancora.

Il tutto previo un corso teorico e pratico, dal 2008 è divenuta requisito per il rilascio l’abilitazione alla fonia inglese pur dovendo volare solo in italia, abilitazione che si consegue durante il corso di volo ed effettuando le chiamate radio in inglese durante l’esame pratico. Mentre se si intendesse uscire dai confini nazionali o volare in IFR, bisognerà conseguire il fatidico TEA con il livello 4 minimo. In Italia per avere la PPL occorre investire almeno 8000-12000 euro, prezzo che varia in funzione del velivolo sul quale si andrà ad effettuare il corso di volo.

40JVinvbFatelo solo senza passeggeri e servizio di bordo!

CPL

Facendo un ulteriore passo incontriamo il CPL (Commercial Pilot Licence), qui la questione diventa un pochino più seria, vista anche la cifrà che si dovrà stanziare, tra i € 35000,00 e 40000,00, ed il tipo di certificato di idoneità medica che dovrà essere di prima classe (maggiori controlli e parametri più ristretti rispetto la seconda classe). È la licenza che permette a un pilota di volare in maniera retribuita come comandante (di velivoli Single Pilot) o come copilota a bordo di aerei civili (velivoli Multi Pilot). La CPL segue un percoso molto simile al PPL, partendo dalla base di quest’ultimo e rielaborando il tutto in modo più approfondito e curato sia da un punto di vista teorico che pratico. Come per il PPL, anche questa licenza durante il conseguimento o successivamente può essere “arricchita ” con le varie abilitazione citate prima.

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ATPL

Ultima e più importante è l’ATPL (Airline Transport Pilot License)! Questa licenza consente di essere impiegati come Comandanti su velivoli multi pilot nel settore dell’aviazione commerciale. Si divide in due fasi, la prima che ci porta all’ATPL teorico o frozen sostenendo i fatidici 14 esami dopo un corso teorico di almeno 750 ore, e la seconda che ha come requisito, aver compiuto 21 anni, 1500 ore di volo totali di cui 500 su velivoli multi crew. A quel punto dopo uno Skill Test al simulatore l’ATPL viene “sfrizzato” e si ottiene in pieno tale licenza, potendo cosi iniziare un eventuale corso comando in compagnia.

Ovviamente esistono diversi modi per giungere al massimo grado cioè l’ATPL, due i più comuni e scelti, il percorso modulare, conseguendo una dopo l’altra le varie licenze e abilitazioni, ed il percorso integrato, che prende i candidati con nessuna esperienza e li porta nell’arco di 18 mesi circa all’ATPL integrato con una licenza commerciale CPL attiva corredata di SEP (velivoli monomotore a pistoni), MEP (velivoli a pistoni plurimotori) e IR (abilitazione al volo strumentale). Ovviamente la scelta del percorso varia in funzione di diversi fattori tra cui quello economico (il percorso modulare consente di diluire la spesa e suddividerla in fasi), e della convinzione stessa del futuro pilota.

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E I MILITARI?

Terminerei qui l’aspetto sul Pilota Civile e mi addentrerei in quello del Pilota Militare, qui la questione sotto alcuni aspetti si semplifica, soprattutto per la parte espl
icativa. Iniziamo dicendo che il Pilota Militare non è solo quello dell’Aeronautica Militare, ma ogni forza armata ha un suo reparto volo e quindi dei piloti. Tutto ha inizio con la pubblicazione di un bando di corso al quale rispettando i ristretti requisiti, si aderisce e si da il via alla prima selezione che avviene tramite svariate prove che si distribuiscono sulla lunghezza di un anno circa. Al candidato a differenza del mondo civile non viene presentata molta scelta su come orientarsi, anzi si viene completamente abbracciati e indirizzati su un ben preciso percorso di formazione che si sviluppa in parte in italia ed in parte all’estero in base all’esigenza della forza armata.

Arrivati a questo punto credo davvero di aver mostrato la maggior parte delle vie e modi per giungere al tanto agognato titolo:  c’è solo da decidere cosa voler fare nel mondo dell’aviazione e come.

L’impresa non è facile ma fattibile e se c’è la passione (non datela per scontata) la fase dell’addestramento è un delle più belle spensierate in cui giorno dopo giorno si tocca con mano il miracolo di riuscire a trasformare un sogno in realtà.

Hai domande o semplicemente vuoi un consiglio? Sono felice di risponderti! Scrivimi a marco.maditerraodivolo@gmail.com

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