La giornata tipo dell'assistente di volo

Guardando Internet, io e la mia collega nonché compagna di avventure abbiamo notato che c’è molta curiosità sulle mansioni e sul mondo “segreto” degli assistenti di volo.

Tanti ragazzi e ragazze oggi ambiscono a questo lavoro, che noi consideriamo personalmente un vero e proprio modo di vivere.
Molti si chiedono in cosa consistono le nostre mansioni, come si diventa assistenti di volo e altre curiosità.
Oggi vi raccontiamo cosa facciamo durante una giornata di lavoro.
Vorrei premettere che ogni giorno da hostess è diverso, non c’è una giornata uguale ad un’altra. Inoltre sto per riportarvi quella che è la realtà oggi italiana in una compagnia grande, esperienza che per noi fa parte del passato.
Per rispetto dei colleghi e della compagnia aerea, ho volutamente omesso nomi e luoghi.
Enjoy!
La sveglia suona a orari improbabili. Un giorno è alle 4 e quello dopo può essere che alle 4 vai a letto.
Io non so come faccio a svegliarmi. Spesso reagisco come un’automa e dopo 40 minuti sono più o meno pronta. La divisa è bella perchè non devi pensare a “cosa mi metto oggi”, tu vivi con quella addosso e sei a posto. Ai collant “strozza vene” ci fai l’abitudine, l’inverno hai freddo e l’estate non riesci a indossarli, ma devi averli e quindi devi calcolare almeno 10 minuti di lotta sul letto per infilarli correttamente. Quelle belle assistenti di volo della pubblicità Calzedonia, che sfilano con le loro calze all’aeroporto.. ecco, dimenticate tutto questo se è ferragosto e sei in Africa.
Il trucco impari a farlo in 5 minuti e il tempo per l’acconciatura varia a seconda di quanta lacca sei disposta a usare. Ci siamo.
Scarpe, giacca, foulard, pilotina (la valigetta che ci tiriamo sempre dietro quando ci vedete passare in aeroporto, nome più usato per quelle dei piloti ma a me suona più figo, poi un giorno vi dirò che c’è dentro): tutto è pronto. Si va all’aeroporto!
Ora, tutto dipende da dove siete basati. Se lavorate a Malpensa, avrete probabilmente un parcheggio non troppo lontano dalla briefing room, se lavorate a Fiumicino ogni mattina sarà cura vostra cercarvi un posto dove parcheggiare la vostra auto, oppure, se siete fortunati, la vostra compagnia aerea vi avrà provvisto di parcheggio: è molto lontano e la navetta in certi orari fa finta di passare, quindi munitevi di Ipod e camminate, ragazze, camminate. Si, con le scarpe col tacco.
Ce l’abbiamo fatta, eccoci nella briefing room. E’ una stanza dove gli equipaggi si incontrano, circa due ore prima del decollo (i tempi variano da compagnia a compagnia) e succedono cose noiose.
Veniamo informati del meteo, se ci sono condizioni particolari, passeggeri con problemi, i tempi di volo e infine si fa un ripasso tutti insieme su alcune procedure di emergenza.
DI solito la cosa che ci interessa di più è in che “zona” dell’aereo ci mettono a lavorare. Ogni giorno si vola con colleghi diversi, quindi si preferisce sempre segretamente essere messo a lavorare con qualcuno piuttosto che un altro.
Fatto questo, ci si incammina verso i controlli di sicurezza. Ogni giorno noi subiamo la rottura che i passeggeri fanno una volta tanto e odiano, ma perlomeno abbiamo una corsia dedicata solo a noi. Da li un bus ci porta sotto l’amico volante.
Una volta a bordo, facciamo le checklist d’emergenza. Sono dei controlli obbligatori su tutti gli equipaggiamenti di emergenza a bordo degli aerei, va sempre controllato il loro stato, questo è importante. Ci sono svariati marchingegni che i passeggeri ignorano!
Dopo si controlla il catering. Il conteggio dei pasti di bordo può rivelarsi disastroso e faticoso a volte. Provate a contare 250 pasti precotti nei forni di un aereo, controllare che ci siano i relativi vassoi su cui porli, pane bibite e tutte le cose che servono per rifocillare gli affamati passeggeri, il tutto nel giro di 5 minuti in uno spazio angusto e poi mi saprete dire quanto può essere snervante.
Finito questo, si prepara la cabina. Alcune compagnie aeree hanno già tutto pronto, ma non quelle dove ho lavorato io. Si mettono a posto le riviste, i poggiatesta e si da una sistemata ai bagni, che non sempre gli addetti puliscono a dovere.
Chi sta davanti si occupa inoltre di sfamare i piloti e dargli disponibilità a esaudire i loro desideri di stomaco: caffè, caffè poca acqua tanto zucchero, thè aspetta che ti do le mie bustine che quelle di bordo non son buone.. solo un barista può capire..
Fatto questo, arrivano (o dovrebbero arrivare o sono già sotto) i passeggeri: come un branco di mufloni corrono verso l’aereo e lo occupano vittoriosi!
Chiuse le porte, armate (è quando sentite quella frase che sembra dire “Kevin Kostner è un coglione” in realtà dice: “Cabin Crew arm slides and cross check”, ci prepariamo alla vostra parte preferita del volo: la demo!
Eccoci qui tutte in fila a var vedere come in chiude la cintura (un appello all’ENAC: anche il mio gatto ormai sa come si mette una cintura), come si respira nella maschera (fate attenzione passeggeri, perchè credete di saper come si usa e poi finisce come recentemente su un volo italiano dove a seguito di una decompressione lenta c’è stato chi ne ha indossate due sovrapposte e chi non l’ha indossata affatto, rischiando di andare in ipossia), poi vi facciamo vedere i giubbottini gialli, uscite d’emergenza e altro.
Uff, che fatica e devono ancora iniziare le mie ore pagate! Si.. perchè noi veniamo pagati da quando l’aereo vola, non prima!
 Che eleganza! 
Finalmente si decolla. Durante il decollo, si sta zitti e si ripassa cosa si fa in caso di emergenza. In realtà, anche se so che non è carino ammetterlo, si passa il tempo del decollo/atterraggio a volte leggendo, mangiando e facendo gossip..
Ops! a volte ci addormentiamo, ma quello capita quando ci fanno volare 14 ore al giorno.
Dopo un po’, veniamo sguinzagliati dai piloti, che con un segnale acustico ci danno l’ok per alzarci (noi, non i passeggeri!) e da li iniziano le danze. Qua sta tutto dal tipo di volo che stiamo effettuando. Se stiamo andando ai Caraibi inizieremo a scaldare i pasti e a preparare i carrelli per sfamare tutti, se siamo su una Milano – Roma avremo già tutto pronto, e dovremo solo giocare con i nostri ospiti a “biscottino o salatino” oppure con una vendita di prodotti alquanto calorici e gustosi. Oltre a questo, facciamo qualche annuncio che nessuno ascolta mai tranne quando diciamo a che ora atterriamo e quanti gradi ci sono, puliamo l’aereo dai residui del banchetto volante e poi ci chiudiamo dietro la tenda e ci riposiamo un po’.
Molti si chiedono che succede dietro la tenda: non succede un bel niente! Spesso mangiamo, ci togliamo le scarpe, ci leggiamo un quotidiano e ovviamente facciamo gossip. Ci riposiamo perchè come avete letto, a terra non c’è tempo per farlo. Non prendetevela a male se siete un assistente di volo e il passeggero crede che tu sia li per fare il cameriere: non sa che dietro quella tenda tu in realtà hai i raggi x e sei sempre all’erta per ogni evenienza. La sicurezza vive in te, le regole sono il tuo credo e sei sempre pronto a scovare chi fuma nel bagno o chi deturpa il tuo aereo.
Alla discesa, l’assistente di volo prepara la cabina ad atterrare, cioè controlla che tutti i passeggeri siano allacciati, dritti con lo schienale e col tavolino chiuso, dopodichè a seconda del volo fa diversi annunci e si va a sedere.
A terra si disarma la porta (insomma ma che significa? Significa che agiamo su un meccanismo che “sgancia” lo scivolo dalla porta, in modo che quando apriremo il portellone, un mostro giallo di gomma non arriverà in faccia al poveretto della scala sotto) e poi lasciamo andare liberi i passeggeri verso il loro destino.
Fatto questo, controlliamo bene che sull’aereo non abbiano lasciato nulla, compreso bombe o.. bambini, poi o ce ne scappiamo a casa, o ricominciamo dal punto iniziale dove si pulisce la cabina.
Solitamente, per i voli nazionali questa cosa si fa 4 volte al giorno. Si decolla e si atterra 4 volte, si fa servizio col carrello 4 volte, si spiega dove sono le uscite d’emergenza 4 volte. Se un volo è di medio raggio (per esempio dall’Italia alla Svezia), si farà 2 volte, andata e ritorno. Se stiamo volando a Tokio, a Tokio scenderemo e andremo in Hotel, da li le soste possono variare da un giorno a una settimana, dipende.
Prima di salutarci, si fa un debriefing: si commenta se il volo ha avuto problematiche di vario genere, ma in realtà non lo si fa quasi mai eccetto quando succedono problemi considerevoli.
Una volta arrivata alla macchina, a casa potrai godere del meritato riposo, e il mattino dopo prepararti per una nuova avventura..
Ciao amici, ci si vede a bordo!
maditerraodivolo

Ciao, sono Giulietta! Assistente di Volo, Blogger e Travel Vlogger, amo scrivere della mia professione, aiutare le persone a far decollare la propria carriera come Assistente di Volo e creo video delle mie avventure di viaggio. Amo la Thailandia, i gatti e collezionare momenti di vita incredibili!

11 Comments
  1. Bello l’articolo, fantastico il blog! Grazie per tutto ciò che condividete e per gli aggiornamenti così frequenti, sappiate che rendete felice qualcuno qui fuori con i vostri articoli 🙂

  2. Oddio! Il mio sogno da quando ho 8 anni è fare la hostess di volo! (infranto quasi subito, ma la verità è che non ci ho mai rinunciato nel mondo delle illusioni!)
    ADORO QUESTO POST e adoro avervi trovato!

  3. Simpatico racconto. E molto interessante, visto da chi sta dall’altra parte.
    Per quanto calato col passare degli anni, c’è sempre una discreta dose di mito che avvolge la figura dell’hostess, sacerdotessa dei rituali che si svolgono sul mostro volante.
    Mi hanno fatto ridere alcuni passaggi, quello della vostra preparazione in hotel, alla quale non ho ovviamente assistito, ma che posso immaginare, la scena dei “Mufloni” (è vero, siamo proprio così!), e la raccomandazione sull’uso delle maschere di ossigeno. Sebbene non riesca a immaginare come il passeggero citato abbia potuto indossare due maschere, posso testimoniare per esperienza diretta che nel momento in cui la mascherina serve davvero, anche se hai sentito un milione di volte come si usa, rimani lì paralizzato e non sai veramente cosa fare…

  4. Sono figlia di cpt,un cpt che mi ha trasmesso la passione per il turismo(sono receptionist alberghiera),tutto ciò che scrivi sono cose che vivo da 23 anni…anche io,da “spia silenziosa”,mi ritrovo a pensare le stesse cose che pensi tu…ti prego,dimmi che non sono l’unica che durante la demo si mette a fare il labiale perchè lo sa a memoria ehehe

  5. Non mi sembra un lavoro emozionante anche se le hostess sono carine e vestite in modo elegante. Mi preoccupano anche le radiazioni molto più alte durante il volo (fino al livello di 15) che a terra (livello 2).

  6. mi e’ venuto un dubbio, ma al momento della dimostrazione di : cintura, mascherina, giubotto salavagente ecc… ma ki e’ ke parla? c’e’ sempre un hostess fissa che lo fa o si fa a rottazione? grazie per la risposta. 🙂

  7. Nella mia compagnia le soste di una settimana non esistono. Roma tokyo, 13 ore di volo è il giorno dopo altre 13 ore e si torna. Due giorni a casa e si va a Buenos Aires (sempre senza sosta).
    È vero che iniziamo ad esser pagato da quando l aereo muove le ruote dal parcheggio e quando ce le rimette….il prima e il dopo….gratis…ma è tempo della nostra vita usato per permettere una sicurezza impeccabile.
    Beh…tornassi ai miei 20 anni quando cominciai….forse avrei scelto di far la veterinaria.
    Nel post Cmnq.

    Buon lavoro ragazze

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